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Violenza contro le donne e
Hiv/Aids
Oltre 40 milioni di persone nel mondo
convivono col virus dell’Hiv/Aids. Quasi la metà sono donne. Il numero delle
donne che contraggono il virus è in forte crescita, soprattutto a causa
della violenza sessuale di cui sono vittime, direttamente o come punizione
per aver rifiutato di avere rapporti sessuali. Un altro fattore di rischio è
costituito dalla pratica delle mutilazioni genitali femminili. Molte donne
sono esposte alla violenza sessuale anche nell’ambito della vita coniugale.
Ulteriori contesti di violenza, come i conflitti armati, favoriscono la
pandemia dell’Aids, oltre ad avere conseguenze disastrose per i sistemi
sanitari interessati.
Le donne combattono sia il virus
che la discriminazione
Molte donne non hanno accesso alle informazioni sul virus, su come prevenire
il contagio e sui trattamenti medici necessari. Le convenzioni e le pratiche
sociali rendono oltremodo difficile mantenere il controllo su ogni aspetto
della loro vita. Il mancato riconoscimento legale dei diritti di proprietà e
di eredità, così come in ambito privato l’imposizione di non lavorare e la
conseguente impossibilità di gestire l’economia familiare, rendono le donne
dipendenti dagli uomini. L’esclusione dai processi decisionali fa sì che le
donne non siano in grado di occuparsi in prima persona di questioni che le
riguardano.
Le donne in azione contro la
diffusione dell’Hiv/Aids
Nonostante queste barriere, le donne stanno guidando la battaglia contro la
pandemia dell’Aids. Negli ultimi anni il protagonismo delle donne,
particolarmente di coloro che convivono col virus, è cresciuto e ha ottenuto
alcuni importanti successi.
Una delegazione del team di Amnesty International che si occupa della
campagna “Mai più violenza sulle donne” è in questi giorni a Nairobi per
prendere parte al Summit internazionale dell’YWCA (Young Women's Christian
Association) su “Leadership delle donne su Hiv e Aids”.
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