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dodiciceste- ONLUS Associazione di volontariato Assemblea ordinaria 2008 Relazione morale sulle attività dell'anno sociale 2007
Siamo giunti al quarto anno di attività della nostra associazione e quest'anno abbiamo pensato di ritrovarci qui a Terzo d'Acqui, a casa di don Pavin, quasi per tornare alle origini di questa storia che ha radici ben più lontane nel tempo, nei nostri sogni e nelle nostre speranze. Lo sapete tutti, ma lo voglio ricordare agli amici nuovi, ha radici nel tempo in cui la comunità evangelica di San Marzano dove Bruno Giaccone era pastore, incontrava la comunità cattolica dove don Giovanni Pavin era parroco. Le rispettive Chiese chiedevano e chiedono solo alcuni incontri durante la settimana ecumenica che si svolge ogni anno nel mese di gennaio, per pregare insieme il Padre che porti a compimento l'unità là dove ci sono state lacerazioni dolorose.
A tutti noi sembrava troppo poco questo incontro istituzionale annuale: cresceva l'amicizia, lo scambio fraterno, l'apprezzamento per le reciproche diversità e tra di noi c'era sempre unità di vedute quando si parlava di giustizia, di solidarietà, di sequela di Cristo. Abbiamo incominciato a destinare le collette che si effettuavano durante le varie celebrazioni a situazioni di bisogno a volte cattoliche e a volte protestanti; collette fatte insieme, non divise e sentivamo il desiderio di fare qualche cosa di più, insieme.
Proprio in quel periodo, per il mio lavoro di tessitrice, venivo contattata da due associazioni di volontariato, una di Padova e una di Alba: mi chiedevano di andare a portare la mia esperienza nei laboratori di tessitura che avevano allestito in alcuni villaggi dell'Eritrea. Sono andata con loro in un primo viaggio e.....HO VISTO. Ho v isto un popolo stremato da lunghissime guerre, ma fiero e dignitoso. Ho visto e conosciuto soprattutto le donne.... E' impossibile in poche parole descrivervi la situazione delle donne: in Eritrea, come in tutta l'Africa è sulle loro spalle forti e possenti che pesa tutta la fatica del vivere, ma è anche nella forza del loro carattere che albergano tutti i sogni per un futuro migliore, tutte le capacità di cambiamento e di progresso. gli uomini hanno poco tempo per queste cose. sono troppo impegnati a organizzare la guerra e nel tempo libero da questa interessante occupazione devono frequentare i poverissimi, ma diffusissimi bar per darsi quella forza che altrimenti non avrebbero. Ovviamente ho fatto una grande generalizzazione, ma purtroppo questa è una realtà diffusissima e dolorosa. Dunque, sono le donne che in Eritrea mantengono la famiglia e sono loro che devono inventarsi dei mestieri in un Paese dove non c'è...nulla. Ho visto che il mestiere di tessitrice era praticabile per queste donne, che era possibile tentare di recuperare la loro tradizione della tessitura del Netzelà con il cotone e cercare di portare innovazioni con nuovi filati e nuove produzioni. Ho visto che imparavano velocemente, che erano contente di faticare un po' meno che curve nei campi a cavar nulla dai sassi, che erano contente di lavorare in gruppo per farsi compagnia e che erano anche contente di fare cose delle cose belle. Così sono tornata a casa lasciando il cuore laggiù e ho coinvolto Bruno, (che non fa certo fatica a lasciarsi coinvolgere. Il passo seguente è stato coinvolgere gli amici di Terzo ( anche loro non hanno fatto fatica nel farsi coinvolgere) e così è nata l'Associazione dodiciceste, lo strumento utile per portare avanti operativamente e idealmente il vecchio progetto di ...fare... insieme unitariamente la volontà del Padre anche se l'unità teologica è ancora lontana.
La scelta del nome va ogni tanto richiamata perché altrimenti non significa nulla o al massimo può far venire in mente una cooperativa di cestineria. La filosofia dell'Associazione poggia sulla convinzione che solo condividendo, mettendo tutto in comune, si potrà uscire da questo pantano in cui l'umanità sta sprofondando. Non si tratta di dare le b ricciole, ma di fare la giustizia e un atto di condivisione e di giustizia è quello che ha fatto Gesù quando sul monte ha detto: “portate qui tutto quello che avete” Avevano poco. solo cinque pani e due pesci, ma nelle mani di Gesù sono diventati sufficienti per tutti, anzi ne hanno addirittura avanzato ...dodiciceste. Sì, Gesù ha fatto un miracolo strabiliante: ha convinto quella moltitudine a portare tutto quello che avevano, a fidarsi che avrebbero mangiato lo stesso anche se si privavano dell'unico cibo che avevano.
Questo stile di vita non è solo uno specifico di noi cristiani, ma è nell'ebraismo (ricordiamo solo la manna del deserto e la moltiplicazione dei pani nel libro dei Re), ma è anche nell'islam, nonostante le distorsioni che vediamo, ed è in tutte le religioni e in ogni umanesimo laico. Spero quindi che i non credenti che ci appoggiano non si sentano assolutamente a disagio poiché la nostra impostazione non è di tipo religioso, ma semplicemente ha preso ispirazione da un cammino di fede che per molti di noi è una fonte d'acqua fresca a cui dissetarsi.
Riassumo brevemente la missione di Bruno in Eritrea del marzo 2007, poiché avete già visto la relazione dettagliata:
Purtroppo non è stato possibile effettuare il secondo viaggio in Eritrea perché la situazione politica si era aggravata e ad ottobre sono stati espulsi altri 14 missionari tra cui Suor Isabella delle Figlie della Carità con cui avevamo iniziato il lavoro a Endaghiorghis, villaggio di confine con l'Etiopia e che è ormai irraggiungibile così come Ady-Quala per i quali non vengono più concessi permessi.
Ora Bruno si appresta a ripartire avendo ottenuto il visto e avrà tanti compiti da portare a buon fine. Il primo e più importante è quello di visitare tutti i gruppi di lavoro e tutte le persone che sono sostenute dalla nostra Associazione. Voi non potete immaginare che cosa significhi per quella gente vedere un occidentale che va da loro per amicizia, perché li considera persone portatrici di diritti, di capacità, di possibilità di futuro, di attenzioni. Voi direte..”certo è facile perché sanno che noi portiamo i soldi” Questo è vero, ma sanno anche che non andiamo solo a portare i soldi, ma torniamo e non li abbandoniamo e quando siamo là cerchiamo per quanto possibile di vivere come loro e con loro evitando ogni atteggiamento da ...benefattori. Bruno a Segheneiti abita in una stanzetta vicino alla scuola, senza acqua, né servizi in camera, dove si cucina il cibo che ha comperato al mercato e in questa stanzetta ha pure fatto la sede dell'Associazione e la gente può andare, bussare, parlare e magari mangiare insieme a lui un piatto di pasta, Ricordo lo stupore di sr. Pasqualina quando ci ha visto nuovamente a Segheneiti e ha esclamato: ha, ma siete tornati!?, allora siete fedeli!” Io e Giuseppina guardiamo partire Bruno con molta invidia. Giuseppina si è messa a disposizione dall'Ass. fin dall'estate scorsa per per portare in Eritrea le sue competenze di sartoria e maglieria, ma purtroppo la situazione politica prima e di salute poi ce lo hanno impedito, ma tra noi due abbiamo fatto un patto: andremo insieme appena le condizioni ce lo permetteranno.
Durante l'estate è giunta una nuova chiamata all' Ass. dal Mozambico: Fra Antonio un frate cappuccino che si trova là da 22 anni, ha visitato il nostro sito web e ci ha richiesto un volontario per insegnare falegnameria ad un gruppo di giovani. Bruno, dopo aver consultato il consiglio direttivo, ha detto sì e ad ottobre è partito per Quelimane. Durante la sua permanenza di un mese con questi nove uomini ha sistemato un locale da adibile a piccola falegnameria e , dopo averlo dotato di piccole attrezzature ha insegnato loro a costruire oggetti d'uso comune per le piccole casette di paglia della gente del bario. Questo primo intervento ha acceso molte speranze nella gente del posto, speranze che non andranno deluse perché Bruno si è reso disponibile per andare a Quelimane da maggio a settembre per portare avanti un progetto di più ampio respiro.
Qui in Italia , durante l'anno abbiamo fatto alcuni mercatini e mostre che sono riusciti bene grazie alla partecipazione attiva e alla generosità di alcuni soci: nel mese di luglio al Centro Ecumenico di Agape durante in campo donne annuale. nel mese di agosto a Torre Pellice per il Sinodo Valdese nel mese di settembre a Chiaverano di Ivrea e a Collegno per il consegno dei tessitori nel mese di ottobre a Torino per la mostra-mercato: “Fa la cosa giusta” nel mese di dicembre c'è stata la mostra fotografica “Tessitori e falegnami per un mondo migliore” presso il C.C.S.S. di Asti, il mercatino di Natale al Centro giovani di Asti e il mercato dell'Avvento a Terzo d'Acqui. In queste occasioni abbiamo venduto i prodotti delle donne eritree e abbiamo fatto conoscere l'Associazione, ma soprattutto abbiamo fatto circolare delle idee, le abbiamo messe a confronto con altre idee e altre esperienze. Una nota simpatica è l'incontro che abbiamo avuto a Torino con le monache della Fraternità di Lanuvio vicino a Roma. Anche loro hanno un laboratorio di tessitura e hanno molto apprezzato il cotone filato con il filatotio a pedale in Eritrea. Ci hanno chiesto di poter acquistare questo cotone per tesserlo loro stesse e venderlo. Un loro obiettivo è quello di privilegiare prodotti belli e buoni che provengano da realtà lavorative dove l'attenzione sia spostata dal profitto alla dignità e allo sviluppo integrale della persona.
Questo a grandi linee il lavoro svolto nel 2007. E' incoraggiante constatare che, oltre ad una buona risposta sul piano economico di cui la relazione finanziaria ci informerà dettagliatamente, c'è una buona risposta sul piano della disponibilità di nuove persone decise a partecipare alle attività dell'Associazione sia in Italia, sia recandosi personalmente nei paesi dove operiamo portando le loro specifiche competenze. Mi auguro che l'assemblea decida di continuare ad appoggiare questo tipo di intervento che consiste nel promuovere possibilità di lavoro piccole, di tipo artigianale e comunque autonomo, per persone in situazione di...non lavoro..che sappiamo tutti, significa fame e poca dignità.
Concludo ricordando che sta per aprirsi la settimana per l'unità dei cristiani. Il tena di quest'anno è ....pregate incessantemente.... E' necessario, è indispensabile incontrarsi e discutere su che cosa ci divide per cercare di superare le divisioni e presentarci uniti al mondo, ma è altrettanto necessario, è indispensabile, incontrarci su quello che ci unisce e...dirlo a tutti.., raccontare a tutti la Buona Novella.
Maria Maddalena Terzuolo Presidente
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