Storie
memoria di Helder Camara

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A dieci anni dalla sua morte

 

 

Se do da mangiare ad un povero dicono che sono un sant'uomo,

se chiedo perché è povero dicono che sono un comunista.

 

Dom Helder Camara - vescovo di Recife - Brasile

1909 - 1999

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Ultimo aggiornamento Giovedì 29 Ottobre 2009 20:55
 
che cosa stiamo facendo in Africa

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Per maggiore conoscenza dei nostri sostenitori, vi presentiamo un riassunto dei progetti realizzati dalla nostra Associazione e di quelli in corso o completamente nuovi. Vi confessiamo che siamo noi stessi stupiti di quanto siamo riusciti a realizzare con pochi fondi disponibili, ma grazie all'aiuto di motli di voi che ci leggete e di diverse volontarie e volontari. Siamo anche soddisfattidi essere riusciti a mantenere molto bassi i costi di gestione dell'Associazion, costi che non superano il tre per cento del bilancio.
 
Vediamo ora quello che abbiamo realizzato in questi pochi anni e quello che stiamo facendo-

 

In Eritrea,  a Segheneyti

 
il primo Paese dal quale è stato richiesto un nostro intervento, siamo andati la prima volta per un compito tecnico - formativo rivolto alle donne vedove di guerra che dovevano riprendere il lavoro di tessitura a mano, una vera industria locale, haimè distrutta dalla guerra. Subentrati ad un'altra Associazione che aveva costruito i locali  della scuola di tessitura gestita dalle suore Cappuccine, abbiamo continuato l'oprea di formazione professionale. Poi ci siamo posti il problema di uno sbocco lavorativo autonomo per queste donne che però non avevavo nessuna possibilità economica di iniziare un'attività in proprio.
 
Abbiamo sostenuto economicamente la scuola e continuiamo a pagare lo stipendio a cinque maestre della stessa, poi abbiamo cominciato ad organizzare gruppi di donne in forma cooperativa donando loro la possibilità di iniziare. In sostanza, abbiamo comprato loro i telai, affittato il locali, arredati gli stessi, fornito materie prime e una borsa - lavoro per un periodo sufficiente. Poi, piano piano, abbiamo cominciato a ridurre il contributo per l'affitto e la borsa - lavoro. Oggi sono sedici le donne che hanno raggiunto la piena autonomia e non hanno più bisogno del nostro aiuto.
 
Le parole più belle che ci siamo sentiti dire da queste donne sono scritte in una toccante lettera dove ci ringraziano "perché avete creduto in noi". Tenete conto che il lavoro di ogni donna ha una ricaduta economica su almeno altri otto componenti della loro famiglia. Non sono diventate ricche, ma sono contente di poter lavorare con dignità e dare da mangiare ai loro figli e ai loro genitori anziani. I loro grandi sorrisi ci confermano un cambiamento radicale della loro situazione.
 
 

 nella foto il primo gruppo ormai "srorico" Marta e Maria

Attualmente i gruppi funzionanti sono tre, più una donna che abita lontano dal villaggio e lavora  casa sua.

Un altro gruppo di undici donne, denominato Giuditta, è in fase di formazione. Per loro abbiamo già affittato i locali che dispongono anche di una cucina e di un piccolo orto dove possono coltivare un po' di verdure.

 

Importante

in ogni gruppo è stata inserita anche una donna  non udente.

 

lavori utili
 
Due donne e un giovane uomo, con molti congiunti a carico ricevono dall'Associazione una borsa - lavoro; in cambio le due donne svolgno attività di assistenza domiciliare ad anziani soli e l'uomo svolge attività di manutentore presso le strutture scolastiche delle suore Cappuccine. Secondo i nostri principi, nulla deve essere dato come elemosina, ma come un compenso socialmente utile, anche quando è difficile che diventi un lavoro pienamente autonomo.
 
L'asino taxi
 
che in realtà è una mula, lavora ormai a pieno ritmo. E' stata un'idea studiata con la gente del villaggio per risolvere il problema di una famiglia numerosa, con il padre invalido, e allo stesso tempo offrire un servizio economico a molti anziani per il trasporto delle merci, per andare a trovare parenti lontani ecc.
Anche in questo caso, abbiamo comprato la mula, il carro che abbiamo modificato per adattarlo anche al trasporto di passeggeri, fornito da mangiare alla mula e alla famiglia per alcuni mesi e ora ne usufriamo anche noi quando ci rechiamo a Segheneyti, pagando il relativo biglietto, ovviamente. Da non trascurare che la mula non consuma petrolio, non inquina e fornisce letame per l'orto.
 
Emergenza siccità
 
Da due anni ormai non piove e i raccolti sono scarsissimi o quasi nulli. I primi a pagarne le conseguenze sono i più piccoli che rischiano con denutrizione e malnutrizione gravi conseguenze. Abbiamo così fatto un appello al quale hanno risposto con molta generosità molte amiche e amici, la Scuola media Gancia di Canelli, La scuola media di Villafranca, la Tavola Valdese e la fondazione Cassa di Risparmio di Asti. Oltre le nostre previsioni e modificando il progetto inizialmente minimale, dall'ottobre 2008 possiamo fornire ai cinquecento bambini dei due asili (quello delle suore e quello comunale) tre pasti proteici la settimana per almeno due anni, sperando che ritorni la pioggia e la normalità.  La gratitudine della gente e delle autoritàè indescrivibile.
 

OSPEDALE COMUNALE

Grazie alla collaborazione e ai finanziamenti della Fondazione "Dante Nano e Livia Sacchi" di Alessandria e della particolare sensibilità della Fam. Venturelli, abbiamo preso l'impegno di restaurare l'ospedale comunale di Segheneyti e di attrezzarlo in modo da renderlo più efficiente. Nel mese di aprile abbiamo portato le prime attrezzature medico - diagnostich. Un grazie particolare va alla ditta distributrice DOC Medica di Torino che ci ha fatto dei prezzi molto solidali e ci ha assistito con molta cura nelle pratiche.

il passo successivo sarà l'acquisto di una nuova ambulanza adeguata alle necessità del villaggio, dei villaggi vicini e delle strade locali;

poi si passerà alla ristrutturazione dei locali, a partire dai servizi igienici.

 

In Eritrea, ad Asmara

Ad Asmara prosegue il lavoro di sostegno e di formazione presso la scuola - laboratoriio presso la chiesa evangelica luterana dove sono attive quattro maestre e undici allieve. Presto andremo a costituire anche qui la prima cooperativa seguendo i gli stessi criteri seguiti a Segheneyti.

e a Keren

dove la chiesa evangelica gestisce da oltre cinquanta anni una scuola per non udenti, abbiamo in programma per l'autunno di dare avvio ad una scuola di tessitura per le ragazze e i ragazzi che la frequentano. Il progetto prevede anche la costituzione di una cooperativa di tessitura tradizionale, taglio e cucito, filatura del cotone, seguendo il principio di un'economia sostenibile e non dipendente da condizionamenti esteri.

Il Direttore della scuola ci ha fatto presente che,disponendo di un grande orto, desidererebbero avere una o due mucche per poter disporre di latte fresco per le oltre novanta ragazze e ragazzi ospiti. La municipalità di Keren si è anche resa disponibile ad assisterli in un eventuale impianto di biogas prodotto dal letame prodotto dalle mucche. Chissà se qualche organizzazione di allevatori delle nostre zone li vorrà aiutare in questa iniziativa?

 

In Mozambico, a Quelimane

Presso la Casa Famiglia gestita dai frati Cappuccini, abbiamo costruito e gestiamo una

piccola scuola di falegnameria

che prepara i giovani ospiti ad intrapprendere la professione di falegnami in proprio con una formazione di due anni. Per ora i ragazzi interessati sono undici. A loro diamo una piccola borsa - lavoro dalla quale il nostro referente in loco trattiene una piccola percentuale che servirà al termine del loro percorso di comprarsi un minimo di attrezzature per iniziare. 

Oggi già due ragazzi lavorano in proprio.
 

 

I banchi della scuola pubblica del Barrio Manhaua

 
La nostra piccola falegnameria, anche grazie al contributo della Fondazione Dante Nano e Livia Sacchi e di alcuni amici e amiche, sta costruendo i banchi della scuola del quartiere più povero della città. Fino ad ora gli allievi si portavano da casa un piccolo sgabello e scrivevano poggiando i quaderni sulle ginocchia, mentre gli insegnanti disponevano solo di una sedia.
 
 

Donne invalide

Prosegue il nostro sostegno ad una decina di donne costrette sulla carrozzella a causa delle mine, alle quali abbiamo affiancato due donne che riescono a cucire con la macchina a pedali col progetto di costituire una cooperativa di sarte in modo da rendere più dignitoso e gratificante il loro lavoro.

 
 
 
 
 

Grazie per il vostro sostegno

 
 
 

 

 

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Ultimo aggiornamento Domenica 03 Maggio 2009 08:06
 
anche con il 5 per mille

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Anche con il "cinque per mille" ci puoi aiutare ad aiutare

E' tempo di dichiarazione dei redditi e per questo ci rivolgiamo a voi, ai soci, ai nostri amici e sostenitori, perché ci diano una mano anche apponendo la firma nella casella del "cinque per mille".

Insieme alle vostre donazioni, adozioni a distanza ecc., potremo rispondere alle nuove richieste che ci vengono dai paesi in cui operiamo, come il progetto per una scuola professionale per circa 95 tra ragazzi e ragazze sordo-muti a Keren in Eritrea, o per una sartoria per donne invalide a Quelimane, in Mozambico. Oltre a potenziare i progetti che già sosteniamo, come quelli in favore delle tessitrici eritree, o la piccola scuola di falegnameria in Mozambico.

Siamo certi della vostra sensibilità, per questo vi ringraziamo fin d'ora e vi chiediamo di diffondere il n. del codice fiscale della nostra associazione che è il seguente:

 92047560054


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Ultimo aggiornamento Mercoledì 22 Aprile 2009 11:50
 
Appello

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Una bambina eritrea di 12 anni necessita di un delicato intervento chirurgico al ginocchio. Essendo la nostra Associazione impegnata in Eritrea con alcuni progetti di solidarietà, la mamma si è rivolta a noi per chiedere che la bambina venga operata nel nostro Paese. Per questo ci siamo già attivati presso l’Ospedale Civile di Asti trasmettendo tutte le informazioni in nostro possesso. La bambina sarà accompagnata dalla mamma che ha già ottenuto tutti i permessi necessari.

Abbiamo però bisogno di aiuto per pagare loro il biglietto aereo di andata e ritorno e cerchiamo una famiglia residente in città disposta ad ospitarle. Sia la bambina che la madre non parlano la nostra lingua e conoscono solo un po’ di inglese. Da parte nostra assicuriamo tutto l’appoggio necessario per gli aspetti burocratici.

Per ulteriori informazioni e auspicabili adesioni potete rivolgervi alla nostra Associazione telefonando al n. 0141 294836 chiedendo di Bruno o di Marilena.

Grazie

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Ultimo aggiornamento Martedì 24 Marzo 2009 07:42
 
Battesimo a Segheneiti

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Segheneiti - Il Battesimo

....una folla di donne coperte con il loro candido netzelà esce dalla chiesa di San Michele, sulla collina più alta di Segheneiti.

Sono quasi le otto del mattino, è ormai molto tardi.

Alcune hanno in mano una torcia a dinamo, l'hanno usata per salire alla chiesa questa mattina alle cinque quando sono venute su ed era ancora buio.

Stringiamo un mare di mani, i bambini hanno gli occhi curiosi e vogliono farsi fotografare, i più anziani tentano un saluto in italiano.

All'interno la chiesa è ancora piena di gente, nessuno ha fretta di andarsene. Qualche donna è prostrata con il viso a terra, non è difficile immaginare che cosa stia implorando da questo Dio che pare sordo all'ascolto di figli e figlie così sofferenti.

La minaccia continua di guerra, l'eterno timore di essere richiamati sotto le armi, la mancanza di qualsiasi possibilità di lavoro,la siccità.

Si, sempre la siccità, tremenda, implacabile, capace solo di seminare polvere ovunque.

Impossibile pensare alle semine, impossibile coltivare, impossibile raccogliere.

Il vento asciuga l'umidità della notte e i pochi arbusti di un verde scuro e polveroso sembrano una sfida alla vita che non vuol cedere al deserto, alla non vita, alla cessazione di ogni speranza.

Ma nella navata laterale della chiesa vediamo un gruppo di gente intenta a fotografare..........fotografare che cosa?..........


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Ultimo aggiornamento Martedì 24 Marzo 2009 07:47
 
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