Benvenuto nell'associazione dodiciceste

Missione di Adi in Mozambico
Martedì 02 Febbraio 2010 10:23

“Quelimane!

 Progetto Carpintaria

I ragazzi della carpenteria si stanno occupando della costruzione dei banchi e delle cattedre per la scuola comunitaria di Manhaua, che fra l'altro, dato il boom delle iscrizioni ed i buoni risultati raggiunti, ma soprattutto l'importanza, anche a livello sociale all'interno del bairro(quartiere) omonimo, ha ricevuto una sovvenzione per costruire nuove aule, dove già è stato consegnato in novembre un carico di banchi(51 banchi e 3 cattedre).

Con quest'ultima consegna, i banchi già offerti alla scuola sono allo stato attuale 216, cui vanno aggiungersi 6 cattedre, più altri 50 banchi che sono attualmente in lavorazione, per un totale di 266, mancano quindi 134, per raggiungere il totale di 400 da consegnare secondo l'impegno preso.

Il laboratorio di carpenteria svolge le sue attività all'interno della scuola Artes e Oficios di Quelimane, cui è legato da un rapporto di partenariato.

A disposizione dei ragazzi abbiamo 3 locali: il primo, è la sede vera e propria della carpintarìa Dozecestos, dove viene svolta la maggior parte delle attività di costruzione dei banchi, e dove è stata recentemente riabilitata una macchina che ha reso molto più rapido fare gli incastri, lavoro che precedentemente veniva eseguito tutto con scalpello e martello.

Il secondo è una veranda coperta, dove i ragazzi eseguono l'ultima parte della lavorazione( incollare e verniciare, ecc..) e che serve anche per stoccare i banchi già ultimati ed in attesa di venir caricati.

Ultimo locale è quello proprio della scuola Artes e Oficios, che ha un proprio laboratorio di carpintaria, dove ci sono i macchinari più ingombranti, e che vengono utilizzati anche dai ragazzi della carpintaria Dozecestos durante la prima fase della lavorazione, per tagliare le tavole nelle varie misure necessarie.

I membri attualmente all'interno del gruppo della Carpintaria sono 8:

Bernardo, il responsabile del progetto in loco;

Bendito, Zito, Acacio, Sabado, Chico, ragazzi che già sono all'interno della carpintaria da più di un anno;

Antonio Tomàs e Moises Bigale, gli ultimi due arrivati:

Antonio, è uno dei ragazzi della Casa Familia, inizierà quest'anno l' 8a classe, il primo anno di elettricista nella scuola Artes e Oficio, ha sempre dimostrato un'ottima manualità anche prima della sua entrata nel gruppo carpintaria(in settembre), tanto che durante la costruzione degli armadi in Casa Familia era lui ad affiancare il falegname contrattato. Bernardo, durante il nostro incontro, mi ha confermato che in poco tempo Antonio ha imparato a fare tutte le cose che fanno gli altri, lavorando anche qualche sabato per mettersi in pari, e che non ha mai creato problemi di alcun tipo.

Moises, è un ragazzo uscito dal 3° anno di Carpintaria nella scuola Artes e Oficio e che ha consluso brillantemente, selezionato direttamente da Bernardo, ha subito messo le sue qualità a servizio del collettivo, e attualmente è quello che si occupa della costruzione delle cattedre, grazie anche alla sua maggiore preparazione e precisione. Moises è ormai al terzo mese di lavoro all'interno della carpintaria e nei prossimi mesi il suo compito sarà anche condividere le sue maggiori conoscenze soprattutto nel disegno tecnico e nei lavori di precisione con il resto dei ragazzi.

Il saldo attuale in mano a Bernardo, prima del versamento della quota per i prossimi 6 mesi, e’ di 16.552 meticais, che basteranno per i salari dei ragazzi per il mese di gennaio, le tavole e il materiale per i 50 banchi in costruzione è stato in larga misura già comprato.

 

Progetto “Alfaiataria Social Dozecestos”

Qui trattasi di progetto nuovo, ma con gia’ 6 mesi di vita e’ oramai possibile farne un primo bilancio.

Parlando con il responsabile del progetto in loco, Paulo Abel Lopes, ora anche responsabile di Casa Familia(data la recente scomparsa di Abel), si evince come il tentativo di insegnare una professione ai ragazzi come quella del sarto e di renderli vieppiu’ indipendenti, stia riuscendo, anche se con livelli di avanzamento differente.

Oltre a Paulo, egli stesso sarto, che aiuta i ragazzi in quelle operazioni(come prendere le misure, o affrontare disegni differenti dai soliti) in cui ancora hanno qualche difficolta’, del progetto fanno parte Janette, Milagre e Helio.

Il progetto era nato per dare una possibilita’ ai ragazzi di crearsi una professione. Essere sarto qua permette molto spesso di guadagnare abbastanza bene e non necessita dell’aiuto di molte persone o cose, molto tipica e’ la figura del sarto/a che sta al lato di una strada sotto una palma a fare il suo lavoro, se poi si ha fortuna e qualita’, si puo’ ambire ad avere una banca(piccolo negozietto a bordo della strada) propria dove lavorare e vendere i proprio manufatti.

Dei 3 ragazzi, il piu’ meritevole e anche il piu’ dotato, secondo il giudizio di Paulo, e’ sicuramente Milagre, un ragazzo stakanovista per natura, che non si stanca mai e che proprio adora stare alla macchina. Helio e Janette sono un po’ piu’ altalenanti nella presenza e nel rendimento, e ad un livello di apprendimento anche, un po’ inferiore, ma dopo la fine delle feste, anche loro si sono rimessi a fare il loro lavoro.

Il motivo fondamentale poi per cui era stato creato il progetto era di essere un appoggio alle donne in carrozzella, le quali, non nascondiamoci, e’ difficile rendere indipendenti, per lo meno in questo contesto, le cose che fanno si vendono poco. E’ pero’ indubitabilmente importante il valore del progetto nel farle sentire parte di qualcosa, non sono persone cui viene dato un sussidio a causa della loro deficienza, per non fare niente: sono signore che lavorano e che quindi ricevono un salario, a livello morale non e’ una differenza da poco. I ragazzi dell’alfaiataria, seguendo le disposizioni di Paulo, cercano di coinvolgerle, per fare quelle piccole cose tipo le asole dei bottoni, ecc... e anche per la vendita, siccome i ragazzi passano parte della giornata a scuola, quando loro non ci sono, le signore rimangono a vendere.

Un obiettivo dovrebbe essere capire cosa si possa fare che abbia un mercato qua, e che possa coinvolgere le signore, i soliti sacchi per il pane, che fanno da anni, sono comprati quasi solo da stranieri in visita.

Dimenticavo un altro servizio dei ragazzi della sartoria: rammendare i vestiti degli altri ragazzi di Casa Familia, prima c’erano tanti bimbi che andavano in giro con pantaloni o magliette lacerate, adesso sempre di piu’ si vedono dei rammendi, che non sara’ come avere una maglietta nuova, ma e’ sicuramente meglio di prima. Il fatto poi che siano i loro stessi fratelli a rammendarli i vestiti fa passare un messaggio di condivisione e di aiuto reciproco che e’ importante veicolare fin dalle generazioni piu’ giovani perche’ in futuro diventi per loro uno stile di vita acquisito.

Come già anticipato all'inizio ai ragazzi, dopo i primi 6 mesi, loro 3 non avrebbero più ricevuto alcun salario, e avrebbero dovuto vivere del guadagno sui prodotti venduti: oggettivamente questo è un concetto complesso da far passare, ma che bisogna imporre, se no non li si renderà mai indipendenti. Magari un piccolo aiuto nell'acquisto di materiale, ogni 6 mesi, o nell'acquisto di energia per il locale dell'alfaiataria, non sarebbe per forza da deplorare, diciamo come incentivo, come premio in caso di buoni risultati.



 



 
Scomparse

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COMUNICATO STAMPA

SCOMPARSE DAL CARDINAL MASSAIA 2 DONNE DI ORIGINE ERITREA

Due donne di nazionalità eritrea MEAZA HAILEAB TESFASLASE di 49 anni e la figlia SEMARIA BINIAM SBAHTU di 12 anni

Martedì 26 gennaio tra le 12 e le 14 sono scomparse in circostanze misteriose dalla camera dell’ospedale dove la bambina era ricoverata.

Le due donne sono arrivate in Italia il 13 gennaio scorso grazie all’appoggio dell’associazione DODICICESTE che opera da anni in Eritrea, per curare la bambina affetta da dolore alla gamba destra in seguito a un trauma. Ricoverata in pediatria, erano in corso accertamenti per verificare l’entità della lesione e verificare le possibilità di cura e guarigione.

Nel pomeriggio di martedì l’infermiera del reparto pediatria si è recata nella camera per portare la bambina a una visita e ha trovato la camera vuota. L’attesa del ritorno delle due donne è stata vana e dopo qualche ora è stata effettuata la segnalazione di scomparsa alla questura. Gli effetti personali sono rimasti in ospedale inclusi i cappotti e le scarpe. Non si sa se le due donne si siano allontanate dall’ospedale volontariamente.

La Onlus DODICICESTE, preoccupata per la sorte di mamma e bambina, chiedono di diffondere le loro foto e segnalare ogni possibile informazione utile al loro ritrovamento alla redazione della trasmissione televisiva “chi l'ha visto”

tel: 06 8262



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Sabato 30 Gennaio 2010 09:26
 
Solidarietà con il popolo di Haiti

Pagina vista : 406


Esprimiamo tutta la nostra solidarietà con la popolazione di Haiti per la tragedia che sta vivendo in seguito al terribile terremoto e invitiamo le nostre amiche e i nostri amici a a partecipare, nella forma che riterranno opportuna, ad aiutare quelle nostre sorelle e quei nostri fratelli così duramente colpiti.

La nostra Associazione ha aderito all'appello di “Medici senza frontiere” con un contributo di duecento euro


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Venerdì 15 Gennaio 2010 11:04
 
Buon Natale

Pagina vista : 518

Intervento della Presidente Marilena terzuolo alla messa di mezzanotte presso la comunità parrocchiale di Valleandona - Asti

  Anche quest'anno sono qui per portare in questa nostra piccola comunità di Valleandona il salut, le notizie, le speranze delle donne di Segheneiti, quel piccolo villaggionel cuore dell'immensa Africa dove c'è un pezzetto del nostro cuore ormai da molti anni.

Come sempre accade nelle vicende umane, le notizie sono buone e dolorose insieme, perché la nostra vita è impastata così ... di bene e di sofferenza.

Le notizie buone sono che il gruppo "Marta e Maria", il primo gruppo di donne tessitrici che voi avete aiutato a formarsi, lavora ormai da cinque anni. Sono diventate molto brave e i loro prodotti sono ricercati e venduti sul mercato locale. Ma nel frattempo in questi anni sono partiti altri quattro gruppi di donne e quest'anno è nato il gruppo che si chiama "Giuditta" che è costituito da ben undici donne, molto giovani e intrapprendenti. Speriamo di riuscire presto a riunire tutte queste piccole cooperative sotto il marchio ufficiale " Le tessitrici di Segheneiti " affinché possano accedere ad un mercato più vasto e vendere i loro prodotti anche all'estero, magari attraverso le botteghe del commercio equo e solidale.

Già altre donne ci chiedono di mettersi in proprio, ma l'acquisto di un telaio tradizionale oggi costa tredicimila Nakfa, corrispondenti a circa seicentocinquanta Euro che per loro ovviamente è una cifra inimmaginabile, per questo hanno bisogno del nostro aiuto.

Mentre tutto questo accade a Segheneiti, attorno alla Scuola delle suore Cappuccine, al'altro capo dell'Eritrea, a Keren, sta per partire una scuola di tessitura e una cooperativa per quaranta ragazze/i sordi, presso la Scuola per non udenti gestita dalla Chiesa Evangelia Luterana. 

perché, come sapete "dodiciceste" è un'associazione ecumenica, sostenuta da cattolici e da protestanti, ancorché da agnostici o dubitanti che insieme cercano di dimostrare che le divisioni sono solo teologiche o ideologiche, mentre il cuore dell'Evangelo, che appartiene a tutti e non è monopolio di nessuno e che si riassume nell'esortazione " Ama il tuo prossimo come te stesso " ci trova perfettamente uniti nel tentare di realizzarlo.

Nonostante le molte difficoltà (siccità, situazione permanente di guerra-non guerra ecc.) in Eritrea nascono ancora bambini, le donne continuano caparbiamente a portare la vita al mondo, a crescerla, ad accudirla, e noi siamo qui questa sera perché il Vangelo ci dice: "Ci è nato un bambino, sarà chiamato Emmanuele, Dio è con noi.

Ci è nato significa "E' nato a noi ... è nato per noi" e quindi tutti noi dobbiamo averne cura. Non possiamo dire " Non ci riguarda".

Un nostro stile di vita più sobrio può permettere a tutti i bambini del mondo di crescere. Sobrietà non vuol dire "Rinuncia, sacrificio, mortificazione" ma più attenzione alle cose autentiche e durature della vita. Quindi, più felicità per tutti.

Buon Natale

Marilena 

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Sabato 26 Dicembre 2009 07:55
 
memoria di Helder Camara

Pagina vista : 585

A dieci anni dalla sua morte

 

 

Se do da mangiare ad un povero dicono che sono un sant'uomo,

se chiedo perché è povero dicono che sono un comunista.

 

Dom Helder Camara - vescovo di Recife - Brasile

1909 - 1999

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Giovedì 29 Ottobre 2009 20:27
 
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