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Assemblea ordinaria 2011Relazione morale
siamo giunti ormai al settimo anno di attività della nostra piccola- grande, associazione dodiciceste.Piccola perché siamo consapevoli di essere proprio solo una goccia nel mare, e grande perché abbiamo cambiato la vita ad un po' di persone. E se fossimo riusciti a cambiare la vita, anche solo ad una persona è chiaro che per quella persona abbiamo realizzato qualcosa di immensamente grande ed è chiaro che valeva proprio la pena farlo. Niente di auto-celebrativo in questa affermazione: nessuno di noi ha stravolto la sua vita con rinunce impossibili o sacrifici pesanti. Ma anche se non ci è costato rinunce e sacrifici, ma anzi ne siamo stati ampiamente gratificati, in Eritrea, ci sono ormai sei i gruppi di donne ,a Segheneiti, che lavorano autonomamente, per un totale di 56 donne, le quali con il loro lavoro mantengono sicuramente altri 10 familiari, e siamo a 560 persone a cui è stata cambiata la vita, più la scuola di tessitura a cui diamo un sostegno costante, perché è lì che si formano le artigiane che inizieranno un lavoro autonomo. Ad Asmara una ventina di donne frequentano la scuola di tessitura della Chiesa Evangelica d'Eritrea, e a Keren, presso la Scuola per sordi della Chiesa Evangelica è nata la Cooperativa Artigianale composta da 40 ragazzi sordi , ed è stato avviato anche un piccolo allevamento e un piccolo progetto di orticoltura per il sostentamento dei ragazzi della scuola. Tutto ciò nonostante l'aggravarsi della situazione politica , per la quale è stato impedito a Bruno nello scorso novembre di muoversi da Asmara. In Mozambico abbiamo concluso il nostro impegno con un po' di fatica perché, a differenza dell'Eritrea, in loco non abbiamo trovato validi collaboratori. Siamo comunque riusciti a portare a termine alcune realizzazioni come la piccola scuola di falegnameria che ha costruito i 400 banchi per la scuola pubblica di Magnawua, finanziati anche questi della Fondazione Nano-Sacchi, (anche se, secondo me, non si può definire piccola-falegnameria la capacità di costruire 400 banchi). Sono anche da considerare un successo la realizzazione della sartoria-sociale per donne invalide e i tanti piccoli interventi dall'impianto per l'acqua calda nelle docce di casa-famiglia, all'acquisto per le attrezzature da falegnameria per i 4 ragazzi che oggi lavorano autonomamente. Ma allora come mai sono nate tutte queste cose belle senza che nessuno di noi sia stato costretto a fare grandi rinunce?
Forse perché, basta proprio poco per fare cose utili, bastano proprio solo un po' dei nostri avanzi, così noi non diventiamo obesi e qualcun altro non è più denutrito. Chi fra di noi è credente sa che a noi è chiesto solo di “metter mano all'aratro” , iniziare l'opera, mettere a disposizione gli avanzi, fidarsi. Poiché la vita della nostra associazione non è solo fatta di realizzazioni materiali da compiere nel cosiddetto Terzo Mondo, vorrei condividere qualche pensiero che tengo in cuore. Tra di noi,in questo ultimo anno, sono nate belle discussioni tra credenti e non credenti e abbiamo valutato il rischio che i credenti facessero la parte preponderante nell'associazione. Io vorrei portare in evidenza che.....se è vero che dodiciceste è nata in ambito cristiano con il preciso intento di essere segno di riconciliazione tra confessioni divise storicamente da secoli,....è altrettanto vero che è composta da singole persone e non da istituzioni ufficiali che la controllano e ne determinano l'impostazione. E come singole persone siamo tutti soggetti a dubbi: come diceva il cardinal Martini, “in ognuno di noi dimora il credente e il non-credente”, e , aggiungo, stiamo alla larga da quelle persone che hanno una fede granitica che non ammette dubbi, quello è il terreno di coltura per i fondamentalismi che sono la più grave minaccia alla PACE e alla convivenza pacifica tra i popoli
Da queste discussioni amichevoli emerge che anche chi si definisce non-credente a in cuore il... dubbio....che ...forse....qualcosa c'è, al di sopra delle nostre capacità razionali, al di sopra delle cose....che si possono dimostrare, toccare con mano. E forse sono proprio queste le persone che hanno in cuore....quella...Nostalgia, (con la N maiuscola) di non si sa bene che cosa,... e allora incominciano ad occuparsi delle persone più deprivate, e li riconoscono come fratelli , quei fratelli che (insieme credenti e non-credenti), abbiamo impoverito con la nostra ingordigia di popoli opulenti.Forse è quella ”spiritualità laica” di cui parla così bene Carlo Molari. Nessun credente quindi covi in sé la presunzione di....avere qualcosa in più...rispetto hai non-credenti: semmai senta con umiltà di essere privilegiato perché la fede dà una carica che dovrebbe mettere le ali hai piedi nel tentativo di realizzare la giustizia e considerare ogni uomo fratello/sorella . Credo quindi che questa distinzione tra credenti e non-credenti sia ininfluente e poco significativa, mentre ritengo fondativo e fondamentale per la vita stessa della nostra associazione, il comune intento di ogni singolo socio nel portare la propria goccia al fine di realizzare la fratellanza umana, la giustizia sociale, la pace, la solidarietà, la condivisione come recita il nostro Statuto. Quando ho visto stampati i nuovi volantini di dodiciceste che abbiamo realizzato a dicembre, e ho letto la parola CONDIVISIONE, mi sono spaventata. Condivisione è una parola troppo impegnativa per la nostra pochezza, possiamo solo tentare di realizzarla Questi ultimi tre anni hanno visto la partecipazione sempre più attiva sia sul piano economico che personale di alcuni membri della Fondazione Dante Nano e Livia Sacchi di Alessandria. A Dalmazia e a Umberto Venturelli va il nostro GRAZIE caloroso perché hanno reso possibile la realizzazione di cose importanti come l'acquisto di una auto-ambulanza nuova per l'ospedale di Segheneiti (per un costo di 35.000 euro) e la dotazione di materiale medico per lo stesso ospedale per un costo di 12.000 euro.
Per il 2011 si sono impegnati a finanziare le tre nuove piccole -cooperative di donne a Segheneiti e Ady-Quala per un totale di euro..25.000 che verranno versati in due trance appena sarà documentata la realizzazione del progetto. Ma il grazie più caloroso va per la loro splendida famiglia che ha portato freschezza ed entusiasmo tra di noi soci vecchi e stanchi! L'impegno nei confronti della scuola di tessitura di Ady Quala e della nuova scuola nel villaggio di Eden, ci era stato richiesto espressamente durante la visita nel mese di febbraio di Sr.lettebraham (superiora provinciale), sr. Lettebraham (nostra referente in Segheneiti) e sr. Angelica (consigliera per l'Africa della madre generale delle Cappuccine), e il Consiglio Direttivo ha deliberato di accogliere queste richieste. Questo progetto ammonta complessivamente a 38.000 euro di cui, appunto 25.000 verranno donati dalla Fondazione Nano-Sacchi e gli altri dobbiamo trovarli noi.
sr. Angelica è poi tornata a marzo ad Asti per incontrarci e aggiornarci sulla situazione in Eritrea.Siamo stati una domenica intera a Terzo d' Acqui dove sr. Angelica a predicato durante la messa domenicale e dove ha illustrato i nostri progetti e i nostri sogni in un incontro dopo il pranzo comunitari. Sempre a Terzo d' Acqui Bruno e Roberto hanno partecipato alla cena di solidarietà il cui incasso è stato devoluto alle due associazioni sostenute dagli amici di Acqui e, (sempre a proposito di cene) un buon introito è arrivato dalla cena etnica organizzata al Diavolo Rosso dai partecipanti al viaggio in Eritrea del novembre scorso. Altri proventi sono arrivati da vari eventi organizzati da socie e soci delle dodiciceste: il Sinodo valdese, i mercatini di Asti, varie mostre ad Etroubles, Pettinengo, Centro Cult. S.Secondo Visto il successo di queste cene propongo di intensificare le cene e diminuire i mercatini che sono molto faticosi per tutti. Non sto a riferirvi le cifre che troverete nella relazione finanziaria, mi preme però sottolineare l'importanza di questi eventi che rendono ..”visibile” l'associazione e offrono l'opportunità di far conoscere la situazione dei popoli impoveriti in generale, e che permettono di buttare semi di pace ovunque sia possibile. Il commento di chi si informa delle nostre attività è sempre:....... “è una cosa molto bella creare lavoro nel loro Paese di origine, il modo migliore per arginare le fughe verso l'Occidente”. Ancora merita di essere riportata l'uscita su alcuni giornali di articoli e interviste: Famiglia Domani – Missioni della Consolata – La Stampa – Il bollettino parrocchiale di Valleandona – Riforma, il giornale delle chiese evangeliche valdesi-battiste e metodiste, l'Osservatore Romano. E' bello farci conoscere di più, ma stiamo anche attenti al pericolo di uscire dalla nostra...”piccolezza”, che è anche la nostra forza.
Giunta al termine del mio impegno come Presidente e nel dare le dimissioni (irrevocabili),
assicuro che intendo continuare a fare quello che ho sempre fatto ,e auspico che le cariche all'interno dell'associazione siano sempre scelte in base alle competenze e alla disponibilità dei singoli, senza nessuna attenzione alla confessione religiosa, al prestigio, all'opportunità o meno, al maschile o femminile, ecc. ecc. Abbiamo bisogno di persone disponibili, entusiaste, competenti e oneste. Questi devono essere, secondo me, i criteri di scelta. Auspico anche che in futuro sia data più attenzione al lavoro ecumenico che in questi anni abbiamo trascurato privilegiando l'aspetto pratico del “FARE”.
L'ecumenismo non è un optional da intellettuali perché lì, ...nelle divisioni storiche,... si annida il germe della discordia e il pericolo di sentirci superiori agli altri. Nuove, interessanti e coinvolgenti istanze stanno andando avanti sul pluralismo religioso, Francesca quest'anno sta frequentando a Torino proprio un corso di “teologia del pluralismo”, sarebbe interessante chiedere a lei di condividere con noi le novità che emergono da queste ricerche, perché queste ricerche hanno un risvolto fortemente pratico che è quello di superare presunzioni di superiorità con tutte le conseguenze che ne derivano. La pace si costruisce partendo proprio dalle religioni, e, se non porta da nessuna parte un generico …..“vogliamoci tutti bene – guardiamo a ciò che ci unisce e non a quello che ci divide”, ci aiuta invece a fare un cammino la ricerca di fedeltà e coerenza personale alla propria fede, ma con un orecchio attento alla “verità dell'altro”, che non posso mai e poi mai permettermi di biasimare, giudicare, guardare con sufficienza. Dobbiamo impedire al potere economico e politico, di usare le religioni per giustificare interventi militari folli. Francesco Comina in un articolo dal titolo “Se la guerra non scandalizza più nessuno” dice: “Un deserto della profezia e del coraggio civile si allarga nelle nostre società inaridendo i giardini della speranza”. Non lasciamoci inaridire, Marilena Terzuolo
presidente associazione Dodiciceste - Onlus |
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| Relazione Eritrea gen/feb 2009 |
RELAZIONE SUL VIAGGIO IN ERITREA DI GENNAIO/FEBBRAIO 2009 -progetto “Fili di Speranza – Trame di Pace” della Chiesa ev. Luterana di Eritrea Abbiamo trovato la scuola di tessitura in grande operosità anche se la produzione era limitata ai piccoli asciugamani in cotone e ai cuscini che ormai producono da anni sia pure con successo. Abbiamo insegnato nuove produzioni (che vedete) utilizzando i filati inviati dall'Italia che non erano ancora stati utilizzati per timore di non realizzare ....cose belle.... Abbiamo anche incoraggiato le maestre di tessitura a sperimentare novità per poter procedere da sole anche senza l'aiuto di insegnanti esterne. L'incontro con il Comitato ha evidenziato il problema della formazione e della produzione di manufatti pregevoli che troverebbero un mercato sicuro oltre che in Asmara, anche in Svezia, loro Chiesa sorella. Mi sono resa disponibile, qualora si trovasse la persona idonea ad ospitare a casa mia questa persona per una formazione più lunga e più completa. L'offerta è stata accolta con entusiasmo anche se non sarà facile individuare questa persona. – Scuola dei sordi di Keren L'incontro con il Direttore e insegnante, il rev. _Zerea Bekit, è stato molto utile perché ci ha permesso di approfondire la conoscenza di questa realtà: è l'unica scuola per sordi di tutta l'Eritrea e funziona dal 1955 grazie ad una missione della chiesa svedese e norvegese. Sono ospitati 95 allievi e altri 300 sono in lista d'attesa. |
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Ultimo aggiornamento Lunedì 02 Marzo 2009 10:27 |
| Eritrea e Mozambico Autunno 2008 |
In ottobre io e Giuseppina siamo stati in Eritrea dove abbiamo avuto la soddisfazione di vedere i primi gruppi di donne tessitrici di Segheneiti pienamente autonomi dai nostri aiuti. Lavorano e riescono a pagare l’affitto dei laboratori e mantenere le loro famiglie, nonostante la situazione di grande difficoltà Naturalmente altri gruppi di donne ci chiedono di aiutarle ad iniziare una propria attività. Siamo però stati frenati nel prendere nuove iniziative dall’urgenza di intervenire per tamponare in qualche modo la grave situazione di carestia dovuta ad una persistente siccità che ha colpito il Paese. |
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Ultimo aggiornamento Martedì 03 Febbraio 2009 22:19 |
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