L'associazione


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I progetti


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Diario


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Benvenuto nell'associazione dodiciceste

UN ASINO PER SETTE ORFANI

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UN ASINO PER SETTE ORFANI


DODICICESTE - ONLUS

tra i nostri progetti in Eritrea, abbiamo anche quello piccolissimo, ma non meno importante, di sostenere una famiglia di sette tra fratelli e sorelle, da 6 ai 17 anni, orfani di padre e di madre e senza parenti, che vanno a scuola e si arrangiano con piccoli commerci. In questo momento si alzano presto la mattina per andare a comprare il pane in una cooperativa e a spalle lo portano al villaggio per rivenderlo per pochi centesimi di utile, poi vanno a scuola. Per esentare almeno i più piccini dei fratelli da questa fatica ci proponiamo di comprare loro un asino per aiutarli nel trasporto con le casse che si mettono sulla groppa per contenere le mercanzie (prodotti orticoli). perciò non è un'elemosina, ma uno strumento di lavoro.

Il costo mimnimo è di € 150,00

Qualcuno vuole aiutarci?


Potete aiutarci:

con una donazione "una tantum";

adottando il progetto con una quota mensile che decidi tu;

facendo conoscere le nostre iniziative.

I versamenti possono essere fatti presso:


Cassa di Risparmio di Asti IBAN: IT 38 N 06085 10303 000000031172

Banca Popolare Etica IBAN: IT 08 P 05018 01000 000000117833

c/c postale IBAN IT76 G076 0110 3000 0009 2624 113

diffondi questa mail alle tue e ai tuoi amici


Le donazioni sono deducibili dalla dichiarazione dei redditi


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Mercoledì 21 Dicembre 2011 19:29
 
Appello

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Nella prossimità delle feste è consuetudine che le Associazioni di volontariato si rivolgano allle loro amiche ai loro amici e a quanti possono raggiungere per sollecitare aiuti in  sostegno diei loro progetti di solifarietà.

Natale è poi una data speciale perché è anche il periodo in cui, chi ha la fortuna di avere un lavoro o una pensione, può disporre di qualcosa di più e destinare anche solo una briciola a chi sta certamente peggio di noi.

Se la crisi ci fa paura, pensate a quelli che sono costretti a vivere con venti centesimi di euro al giorno, quando ci sono, per questo non possiamo tacere, non possiamo tacere anche perché di  questa situazione siamo tutti resposabili: pensate a quali iniziative abbiamo organizzato per evitare perché non si spendessero decine di miliardi di euro in armamenti o anche soltanto di partecipare a manifestazioni contro questa follia.

Miliardi di euro che potevano essere usati per lo sviluppo di quei Paesi che per secoli abbiamo rapinato delle loro terre, dei loro prodotti, delle loro culture e trasformati in schiavi che hanno fatto la ricchezza dei nostri "grandi, civili e democratici Paesi occidentali".

Lo ammettiamo, vogliamo mettervi in crisi, vogliamo che tutte e tutti insieme ci mettiamo seriamente in crisi. Per questo non vogliamo farvi vedere dei bambini straccioni e piangenti, perché sono persone con la loro dignità.

Noi, piccola Associazione di volontariato ecumenica, composta di cattolici, protestanti e tanti semplici agnostici di buona volontà e molta coscienza, vi proponiam di sostenere uno dei progetti che abbiamo in Eritrea:

adottate uno dei novanta ragazzi e ragazze dell'unica

scuola per sordomuti a keren 

gestita da oltre cinquanta anni dalla locale chiesa luterana

 Bastano venti euro al mese per provvedere alle loro spese di vitto, alloggio, materiale didattico ecc.

 

 


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Martedì 15 Novembre 2011 18:49
 
Relazione morale 2011

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Assemblea ordinaria 2011

Relazione morale


  siamo giunti ormai al settimo anno di attività della nostra piccola- grande, associazione dodiciceste.

Piccola perché siamo consapevoli di essere proprio solo una goccia nel mare, e grande perché abbiamo cambiato la vita ad un po' di persone. E se fossimo riusciti a cambiare la vita, anche solo ad una persona è chiaro che per quella persona abbiamo realizzato qualcosa di immensamente grande ed è chiaro che valeva proprio la pena farlo.

    Niente di auto-celebrativo in questa affermazione: nessuno di noi ha stravolto la sua vita con rinunce impossibili o sacrifici pesanti. Ma anche se non ci è costato rinunce e sacrifici, ma anzi ne siamo stati ampiamente gratificati,

     in Eritrea,  ci sono  ormai sei i gruppi di donne ,a Segheneiti, che lavorano autonomamente, per un totale di 56 donne, le quali con il loro lavoro mantengono sicuramente altri 10 familiari, e siamo a 560 persone a cui è stata cambiata la vita, più la scuola di tessitura a cui diamo un sostegno costante, perché è lì che si formano le artigiane che inizieranno un lavoro autonomo.

    Ad Asmara una ventina di donne frequentano la scuola di tessitura della Chiesa Evangelica d'Eritrea, e a Keren, presso la Scuola per sordi della Chiesa Evangelica è nata la Cooperativa Artigianale composta da 40 ragazzi sordi , ed è stato avviato anche un piccolo allevamento e un piccolo progetto di orticoltura per il sostentamento dei ragazzi della scuola.

Tutto ciò nonostante l'aggravarsi della situazione politica , per la quale è stato impedito a Bruno nello scorso novembre di muoversi da Asmara.    

    In Mozambico abbiamo concluso il nostro impegno con un po' di fatica perché, a differenza dell'Eritrea, in loco non abbiamo trovato validi collaboratori. Siamo comunque riusciti a portare a termine alcune realizzazioni come la piccola scuola di falegnameria che ha costruito i 400 banchi per la scuola pubblica di Magnawua, finanziati anche questi della Fondazione Nano-Sacchi, (anche se, secondo me, non si può definire piccola-falegnameria la capacità di costruire 400 banchi).

    Sono anche da considerare un successo la realizzazione della sartoria-sociale per donne invalide e i tanti piccoli interventi dall'impianto per l'acqua calda nelle docce di casa-famiglia, all'acquisto per le attrezzature da falegnameria per i 4 ragazzi che oggi lavorano autonomamente.


    Ma allora come mai sono nate tutte queste cose belle senza che nessuno di noi sia stato costretto a fare grandi rinunce?

Forse  perché, basta proprio poco per fare cose utili, bastano proprio solo un po' dei nostri avanzi, così noi non diventiamo obesi e qualcun altro non è più denutrito.     Chi fra di noi è credente sa che a noi è chiesto solo di  “metter mano all'aratro” , iniziare l'opera, mettere a disposizione gli avanzi, fidarsi.

    Poiché la vita della nostra associazione non è solo fatta di realizzazioni materiali da compiere nel cosiddetto Terzo Mondo, vorrei condividere qualche pensiero che tengo in cuore.

    Tra di noi,in questo ultimo anno,  sono nate belle discussioni tra credenti e non credenti e abbiamo valutato il rischio che i credenti facessero la parte preponderante nell'associazione.

    Io vorrei portare in evidenza che.....se è vero che dodiciceste è nata in ambito cristiano con il preciso intento di essere segno di riconciliazione tra confessioni  divise storicamente da secoli,....è altrettanto vero che è composta da singole persone e non da istituzioni ufficiali che la controllano e ne determinano l'impostazione.


    E come singole persone siamo tutti soggetti a dubbi: come diceva il cardinal Martini, “in ognuno di noi dimora il credente e il non-credente”, e , aggiungo, stiamo alla larga da quelle persone che hanno una fede granitica che non ammette dubbi, quello è il terreno di coltura per i fondamentalismi che sono la più grave minaccia alla PACE e alla convivenza pacifica tra i popoli

    Da queste discussioni amichevoli emerge che anche chi si definisce non-credente  a  in cuore il... dubbio....che ...forse....qualcosa c'è, al di sopra delle nostre capacità razionali, al di sopra delle cose....che si possono  dimostrare, toccare con mano.

E forse sono proprio queste le persone che hanno in cuore....quella...Nostalgia, (con la N maiuscola) di non si sa bene che cosa,... e allora incominciano ad occuparsi delle  persone  più deprivate, e li riconoscono come fratelli , quei fratelli che (insieme credenti e non-credenti), abbiamo impoverito con la nostra ingordigia di popoli opulenti.

Forse è quella ”spiritualità laica” di cui parla  così bene Carlo Molari.

    Nessun credente quindi covi in sé la presunzione di....avere qualcosa in più...rispetto hai non-credenti: semmai senta con umiltà di essere privilegiato perché la fede dà una carica che dovrebbe mettere le ali hai piedi nel tentativo di realizzare la giustizia e considerare ogni uomo fratello/sorella .

    Credo quindi che questa distinzione tra credenti e non-credenti sia ininfluente e poco significativa, mentre ritengo fondativo  e fondamentale per la vita stessa della nostra associazione, il comune intento di ogni singolo socio nel portare la propria goccia al fine di realizzare la fratellanza umana, la giustizia sociale, la pace, la solidarietà, la condivisione come recita il nostro Statuto.

    Quando ho visto stampati i nuovi volantini di dodiciceste  che abbiamo realizzato a dicembre, e ho letto la parola CONDIVISIONE, mi sono spaventata. Condivisione è una parola troppo impegnativa per la nostra pochezza, possiamo solo tentare di realizzarla


    Questi ultimi tre anni hanno visto la partecipazione sempre più attiva sia sul piano economico che personale di alcuni membri della Fondazione Dante Nano e Livia Sacchi di Alessandria. A Dalmazia e a Umberto Venturelli va il nostro GRAZIE caloroso perché hanno reso possibile la realizzazione di cose importanti come l'acquisto di una auto-ambulanza nuova per l'ospedale di Segheneiti  (per un costo di 35.000 euro) e la dotazione di materiale medico per lo stesso ospedale per un costo di 12.000 euro.

Per il 2011 si sono impegnati a finanziare le tre nuove piccole -cooperative di donne a Segheneiti e Ady-Quala per un totale di euro..25.000 che verranno versati in due trance appena sarà documentata la realizzazione del progetto. Ma il grazie più caloroso va per  la loro splendida famiglia che ha portato freschezza ed entusiasmo tra di noi soci vecchi e stanchi!


     L'impegno nei confronti della scuola di tessitura di Ady Quala e della nuova scuola nel villaggio di Eden,  ci era stato richiesto espressamente durante la visita nel mese di febbraio di Sr.lettebraham (superiora provinciale), sr. Lettebraham (nostra referente in Segheneiti) e sr. Angelica (consigliera per l'Africa della madre generale delle Cappuccine), e il Consiglio Direttivo ha deliberato di accogliere queste richieste. Questo progetto ammonta complessivamente a 38.000 euro di cui, appunto 25.000 verranno donati dalla Fondazione Nano-Sacchi e gli altri dobbiamo trovarli noi.

sr. Angelica è poi tornata  a marzo ad Asti per incontrarci e aggiornarci sulla situazione in Eritrea.

Siamo stati una domenica intera a Terzo d' Acqui dove sr. Angelica a predicato durante la messa domenicale e dove ha illustrato i nostri progetti e i nostri sogni in un incontro dopo il pranzo comunitari.

    Sempre a Terzo d' Acqui Bruno e Roberto hanno partecipato alla cena di solidarietà il cui incasso è stato devoluto alle due associazioni sostenute dagli amici di Acqui e, (sempre a proposito di cene) un buon introito è arrivato dalla cena etnica organizzata al Diavolo Rosso dai partecipanti al viaggio in Eritrea del novembre scorso.

      Altri proventi sono arrivati da vari eventi organizzati da socie e soci delle dodiciceste: il Sinodo valdese, i mercatini di Asti, varie mostre ad Etroubles, Pettinengo, Centro Cult. S.Secondo

Visto il successo di queste cene propongo di intensificare le cene e diminuire i mercatini che sono molto faticosi per tutti.

     Non sto a riferirvi le cifre che troverete nella relazione finanziaria, mi preme però sottolineare l'importanza di questi eventi che rendono ..”visibile” l'associazione e offrono l'opportunità di far conoscere la situazione dei popoli impoveriti in generale, e che permettono di buttare semi di pace ovunque sia possibile.    Il commento di chi si informa delle nostre attività è sempre:....... “è una cosa molto bella creare lavoro nel loro Paese di origine, il modo migliore per arginare le fughe verso l'Occidente”.


     Ancora merita di essere riportata l'uscita su alcuni giornali di articoli e interviste: Famiglia Domani – Missioni della Consolata – La Stampa – Il bollettino parrocchiale di Valleandona – Riforma, il giornale delle chiese evangeliche valdesi-battiste e metodiste, l'Osservatore Romano. E' bello farci conoscere di più, ma stiamo anche attenti al pericolo di uscire dalla nostra...”piccolezza”, che è anche la nostra forza.


    Giunta al termine del mio impegno come Presidente e nel dare le dimissioni (irrevocabili),

assicuro che intendo continuare a fare quello che ho sempre fatto ,e auspico che le cariche all'interno dell'associazione siano sempre scelte in base alle competenze e alla disponibilità dei singoli, senza nessuna attenzione alla confessione religiosa, al prestigio, all'opportunità o meno, al maschile o femminile, ecc. ecc. Abbiamo bisogno di persone disponibili, entusiaste, competenti e oneste. Questi devono essere, secondo me, i criteri di scelta.


    Auspico anche che in futuro sia data più attenzione al lavoro ecumenico che in questi anni abbiamo trascurato privilegiando l'aspetto pratico del “FARE”.

L'ecumenismo non è un optional da intellettuali perché lì, ...nelle divisioni storiche,... si annida il germe della discordia e il pericolo di sentirci superiori agli altri.

    Nuove,  interessanti e coinvolgenti istanze stanno andando avanti sul pluralismo religioso, Francesca quest'anno sta frequentando a Torino proprio un corso di “teologia del pluralismo”, sarebbe interessante chiedere a lei di condividere con noi le novità che emergono da queste ricerche, perché queste ricerche hanno un risvolto fortemente pratico che è quello di superare presunzioni di superiorità con tutte le conseguenze che ne derivano. La pace si costruisce partendo proprio dalle religioni, e, se non porta da nessuna parte un generico …..“vogliamoci tutti bene – guardiamo a ciò che ci unisce e non a quello che ci divide”, ci aiuta invece a fare un cammino la ricerca di fedeltà e coerenza personale alla propria fede, ma con un orecchio attento alla “verità dell'altro”, che non posso mai e poi mai permettermi di biasimare, giudicare, guardare con sufficienza.

             Dobbiamo impedire al potere economico e politico, di usare le  religioni per giustificare interventi  militari folli.   Francesco Comina in un articolo dal titolo “Se la guerra non scandalizza più nessuno” dice:

“Un deserto della profezia e del coraggio civile si allarga nelle nostre società inaridendo i giardini della speranza”.

     Non lasciamoci inaridire,


                            Marilena Terzuolo

       presidente associazione Dodiciceste - Onlus


    
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Mercoledì 18 Maggio 2011 13:45
 
cinque per mille

Pagina vista : 322


Aiutaci ad aiutarli con il tuo 5 per mille


C. F. 92047560054


Visita il sito web: www.dodiciceste.org



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Lunedì 31 Gennaio 2011 19:55
 
Visita delle suore eritree

Pagina vista : 325

 

Regali alternativi

Gli amici dell'associazione "dodiciceste" stanno diventando sempre più creativi:
qualcuno ha voluto rendere la
festa di nozze un gesto di condivisione allestendo...la lista nozze, presso le donne di Segheneiti che attendono un telaio per lavorare e mantenere così la loro famiglia.
Altri hanno pensato di ricordare i loro cari che
"sono andati avanti", donando a loro nome un pò di conforto alle famiglie più povere del villaggio.
Ora è la volta di due nonni felici, che nell'occasione del secondo
compleanno della loro nipotina, hanno evitato di riempirle la casa di giocattoli inutili, e hanno pensato ad altri nipotini che nelle scuole materne di Segheneiti aspettano un'integrazione ai loro miseri pasti.
Anita, la nipotina che abita nell'Occidente privilegiato, potrà così crescere con la consapevolezza che tanti suoi fratellini e sorelline hanno diritto quanto lei ad avere cibo, istruzione e casa.
Speriamo che questi gesti siano contagiosi, che diventino "buone pratiche", che diventino " tradizioni" consolidate a cui nessuno vuole sfuggire.

Creatività

Tina, per il secondo anno, ha confezionato dei segnalibri e biglietti augurali dipinti a mano e, insieme a suo marito, il pastore battista Bruno Columbo, li hanno diffusi nelle loro chiese realizzando una somma considerevole, sufficiente a comprare un telaio

A tutte e tutti un grande grazie

 

 

Visita delle suore eritree

Mercoledì scorso (26 gennaio 2011), abbiamo avuto la visita delle suore Capuccine dall'Eritrea:

sr. Lethebram Behre, Provinciale di Asmara, sr. Lethebram Gebreyesus referente per i nostri progetti in Eritrea e sr. Angelica consigliera della madre Generale delle Cappuccine.

All'incontro presso il C.C.S.S. eravamo molto numerosi e c'era il Consiglio Direttivo dell'associazione DODICICESTE al completo. Le suore hanno descritto

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Lunedì 31 Gennaio 2011 19:45
 
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Informazione


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