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RELAZIONE della missione a Quelimane – maggio – giugno 2008
Progetti, proposte, sostegni
Piccola scuola di falegnameria progetto
La piccola falegnameria ospite della Scuola Comunitaria gestita da fra Antonio che organizzammo nell’ottobre 2007, si è trasformata in “piccola scuola” a cui avranno accesso gli studenti migliori della scuola “arte e mestieri” gestita dai cappuccini e dove essi riceveranno una formazione pratica in vista di un lavoro autonomo. I prodotti della “piccola scuola” serviranno in parte a coprire i bisogni della “Casa Famiglia” (tavoli, sedie, banchi ecc.), in parte ad un parziale autofinanziamento attraverso la vendita dei prodotti. Nel corso di questa missione, abbiamo realizzato il nuovo laboratorio in muratura, più ampio, dotato di un servizio igienico e con la possibilità di aggiungervi una veranda esterna. L’edificio è praticamente terminato, necessita ancora delle finiture, della posa di parte dei serramenti che realizzeranno i ragazzi e del trasloco delle attrezzature.
L’Associazione “dodiciceste”,nel limite del possibile, continuerà a sostenere la “piccola scuola” attraverso dieci “borse lavoro” e l’aggiornamento dei macchinari. Falegnameria COOP. “dodiciceste”
progetto
di Santo e Mondlane I ragazzi Santo e Mondlane, già formati alla “piccola scuola”, hanno ricevuto le attrezzature necessarie per iniziare a lavorare insieme autonomamente. Presso la pagliota di Santo è stato allestito il laboratorio restaurando un locale messo a disposizione dal medesimo, allacciata l’energia elettrica e sistemato l’impianto. Questo è il primo obiettivo raggiunto da quanto previsto dallo Statuto della nostra Associazione e cioè di favorire delle opportunità di lavoro autonomo. Se sarà possibile andremo ad integrare l’attrezzatura della loro falegnameria con nuovi macchinari. Al momento della mia partenza i due ragazzi avevano già realizzato e venduto alcuni manufatti.
Un giornalista della radio mozambicana intervista uno dei ragazzi, a lato una sedia in costruzione
Scuola pubblica del Bairo Manhaua proposta
La scuola pubblica del Bario Manhaua è la scuola più povera di Quelimane. I tremila alunni che la frequentano, suddivisi in quattro turni, non dispongono di banchi e si portano da casa un piccolo sgabello. Gli insegnanti dispongono solo di una sedia. Le aule sono baracche di legno fatte di assi molto radi e il pavimento è in terra battuta. La proposta consiste nel dar vita ad un progetto iniziando con il dotare pian piano le aule di banchi a due posti a partire dalle classi dei più piccoli e di una piccola cattedra per l’insegnante. La realizzazione di banchi e cattedre verrebbe affidata alla falegnameria “dodiciceste” di santo e Mondlane, consolidando così il loro progetto. Gruppo di lavoro “donne invalide” proposta
La “Mesa s. Francisco”, oltre ad un pasto al giorno, offre un piccolo contributo in denaro ad otto donne invalide, costrette a vivere sulla sedia a rotelle. Queste donne in cambio producono manufatti ricamati a mano. Nel corso di questa nostra missione, ho dato loro un ulteriore contributo e ho acquistato dei tessuti con i quali hanno confezionato segnalibri, borse e cravatte cucite a mano. Alla nostra Associazione serviranno come omaggio ai nostri sostenitori. La realizzazione di un eventuale vero e proprio progetto va studiata bene perché sia veramente una possibilità concreta di emancipazione da ogni forma di dipendenza a cui sono ancora soggette. ![]() Sindacato giornalisti
proposta
Dalla sezione della Regione di Quelimane del Sindacato Nazionale dei Giornalisti ci è giunta la richiesta di un sostegno economico per dotarsi d alcuni strumenti di lavoro. Considerando che la libertà e l’autonomia dei giornalisti sono condizioni preziose e indispensabili per la crescita della democrazia in ogni Paese, ho ritenuto di farmi carico della loro petizione e di rivolgere un appello ai loro colleghi di Asti subito dopo il mio rientro. Piccola cooperativa di sarte proposta
Premessa Durante la mia permanenza ho avuto occasione di rendere visita alla locale chiesa dell’Unione Battista Mozambicana. Ho anche partecipato al culto. L’accoglienza è stata molto calorosa e simpatica. La comunità battista di Quelimane è impegnata nella costruzione del nuovo tempio in sostituzione dell’attuale piccolo e fatiscente. Ovviamente tutte le spese sono a carico dei membri di chiesa che mettono da parte piccole somme ogni domenica. Nel corso di una conversazione con i membri del Consiglio di Chiesa, ho spiegato che, per principio, la nostra Associazione non interviene per opere che riguardino il culto, fatta eccezione per iniziative personali o tra chiesa e chiesa, ma che sarei stato contento di proporre una iniziativa volta a promuovere opportunità di lavoro per i più poveri, così come previsto dal nostro Statuto. La mia pur breve esperienza di volontariato in Africa mi ha fatto capire che spesso non è la mancanza di volontà ad impedire di prendere una iniziativa, ma è l’assoluta mancanza di denaro per comprare strumenti di lavoro e materie prime necessarie ad iniziare un’attività lavorativa. La proposta La proposta di progetto che abbiamo studiato insieme ai responsabili della chiesa battista è quella di costituire una piccola cooperativa di sarte. Il lavoro no mancherebbe, basti pensare che gli studenti di ogni grado portano la divisa e questa sarebbe già una buona possibilità di rivedere ordini. Poi le donne potrebbero confezionare ogni sorta di abiti che metterebbero sul mercato locale in sostituzione di quelli di importazione. Per realizzare questo progetto è necessario costruire un laboratorio in muratura da progettare pensando ad altre attività e da realizzare in tempi diversificati per offrire anche una cucina e una sala comunitaria, soprattutto ad uso dei bambini e delle persone più povere. Interventi d emergenza
Ogni volta che mi reco in missione devo opporre molta resistenza alle numerose richieste di aiuto, ma non riesco e non posso sempre chiudere gli occhi, le orecchie e il cuore di fronte alle situazioni che mi si presentano, soprattutto le più gravi. E’ così che nel bilancio aggiungo sempre la voce “emergenze”. Tra queste, vi segnalo l’aiuto dato ad un anziano che vive in campagna e la cui capanna era caduta, l’uomo viveva praticamente sotto le stelle. Comprati i materiali, alcuni ragazzi della scuola di falegnameria hanno costruito una nuova capanna, molto semplice, ma con tetto in lamiera e struttura rinforzata, è divisa in due locali e il letto è sopraelevato da terra per evitare l’umidità. il letto sotto le stelle con i resti della vecchia capanna alle spalle e la nuova capanna Progetti iniziati e portati a termine
Orto biologico sperimentale
Se Casa Famiglia dispone di un piccolo terreno e fra Antonio ci dà l’autorizzazione, perché non realizzare un piccolo orto sperimentale che potrebbe essere di esempio per altre famiglie? Io, comunque, mi ero portato alcuni semi da casa, rigorosamente biologici, non si sa mai… Ed ecco l’orto realizzato e già in piena produzione
Il pollaio autoctono
In Mozambico le uova costano molto care, sono per lo più di importazione e gli allevamenti adottano le “ovaiole” ormai globalizzate. Le galline africane, più forti e resistenti alle malattie, rischiano di estinguersi, soppiantate da quelle importate che necessitano di mangimi specifici e vaccini particolari. Con due ragazze del Bario abbiamo pensato di fare qualcosa per invertire la tendenza, salvare le galline autoctone e produrre reddito per la propria famiglia. I ragazzi ci hanno aiutato a costruire il pollaio e poi siamo andati alla ricerca delle galline. Otto galline e due bellissimi galli. Quando sono partito le galline producevano già le uova che non sarebbero state consumate, ma destinate alla riproduzione.
Questo il bilancio della missione Premessa Leggendo i dati del bilancio di questa missione si potrebbero legittimamente notare delle incongruenze rispetto ai costi di alcuni progetti; è vero, bisogna tener conto di una realtà che non è la nostra. Così, mentre con circa cento euro siamo riusciti a comprare i materiali per costruire il pollaio sperimentale, galline e galli e mangime, abbiamo dovuto spendere 1.500 euro per l’acquisto di una motosega professionale, di buona qualità che servisse a più usi. Per i trasporti, pur essendo la somma impegnata contenuta, si deve tener conto che la benzina e il gasolio in Mozambico costano quanto in Italia. Lo stesso discorso vale per il telefono, somma in questo caso che comprende anche le ricariche dei cellulari dei collaboratori. Il dettaglio di ogni spesa sostenuta si può visionare presso l’Associazione e siamo disponibili per ogni chiarimento. Comunque vi invitiamo a considerare come con somme molto piccole si possa offrire una opportunità di lavoro e una prospettiva di serenità a molte persone che non hanno alcun mezzo per poter iniziare un’attività. La loro autonomia, spesso raggiunta in tempi brevi, ci è di grande soddisfazione.
A queste cifre vanno aggiunte per quanto riguarda il 2008 le seguenti somme spese precedentemente: - acquisto motosega per la scuola di falegnameria € 1.500,00 - borse lavoro per 9 ragazzi della scuola € 4.700,00 - viaggio aereo A/R € 1.415,00 Che aggiunti alla somma investita per la missione di € 5.903,76 ______________ Portano la somma fin qui spesa
per il 2008 a € 13.518,76 Come al solito, al ritorno da una missione, la nostra cassa è un po’ a
secco, ma siamo certi che non mancherete di sostenerci come sempre, anche in
previsione degli impegni di autunno che ci vedranno di nuovo in Eritrea e in
Mozambico.
Questo è quanto ho potuto e saputo fare con il poco tempo e i pochi denari disponibili. Sono sempre disponibile per critiche costruttive e desideroso di suggerimenti. Asti, 3 luglio 2008 Ringraziamo Fra Antonio per l'ospitalità offerta al nostro volontario presso la Casa Famiglia Bruno Giaccone |