“Quelimane!” Progetto Carpintaria I ragazzi della carpenteria si stanno occupando della costruzione dei banchi e delle cattedre per la scuola comunitaria di Manhaua, che fra l'altro, dato il boom delle iscrizioni ed i buoni risultati raggiunti, ma soprattutto l'importanza, anche a livello sociale all'interno del bairro(quartiere) omonimo, ha ricevuto una sovvenzione per costruire nuove aule, dove già è stato consegnato in novembre un carico di banchi(51 banchi e 3 cattedre). Con quest'ultima consegna, i banchi già offerti alla scuola sono allo stato attuale 216, cui vanno aggiungersi 6 cattedre, più altri 50 banchi che sono attualmente in lavorazione, per un totale di 266, mancano quindi 134, per raggiungere il totale di 400 da consegnare secondo l'impegno preso. Il laboratorio di carpenteria svolge le sue attività all'interno della scuola Artes e Oficios di Quelimane, cui è legato da un rapporto di partenariato. A disposizione dei ragazzi abbiamo 3 locali: il primo, è la sede vera e propria della carpintarìa Dozecestos, dove viene svolta la maggior parte delle attività di costruzione dei banchi, e dove è stata recentemente riabilitata una macchina che ha reso molto più rapido fare gli incastri, lavoro che precedentemente veniva eseguito tutto con scalpello e martello. Il secondo è una veranda coperta, dove i ragazzi eseguono l'ultima parte della lavorazione( incollare e verniciare, ecc..) e che serve anche per stoccare i banchi già ultimati ed in attesa di venir caricati. Ultimo locale è quello proprio della scuola Artes e Oficios, che ha un proprio laboratorio di carpintaria, dove ci sono i macchinari più ingombranti, e che vengono utilizzati anche dai ragazzi della carpintaria Dozecestos durante la prima fase della lavorazione, per tagliare le tavole nelle varie misure necessarie. I membri attualmente all'interno del gruppo della Carpintaria sono 8: Bernardo, il responsabile del progetto in loco; Bendito, Zito, Acacio, Sabado, Chico, ragazzi che già sono all'interno della carpintaria da più di un anno; Antonio Tomàs e Moises Bigale, gli ultimi due arrivati: Antonio, è uno dei ragazzi della Casa Familia, inizierà quest'anno l' 8a classe, il primo anno di elettricista nella scuola Artes e Oficio, ha sempre dimostrato un'ottima manualità anche prima della sua entrata nel gruppo carpintaria(in settembre), tanto che durante la costruzione degli armadi in Casa Familia era lui ad affiancare il falegname contrattato. Bernardo, durante il nostro incontro, mi ha confermato che in poco tempo Antonio ha imparato a fare tutte le cose che fanno gli altri, lavorando anche qualche sabato per mettersi in pari, e che non ha mai creato problemi di alcun tipo. Moises, è un ragazzo uscito dal 3° anno di Carpintaria nella scuola Artes e Oficio e che ha consluso brillantemente, selezionato direttamente da Bernardo, ha subito messo le sue qualità a servizio del collettivo, e attualmente è quello che si occupa della costruzione delle cattedre, grazie anche alla sua maggiore preparazione e precisione. Moises è ormai al terzo mese di lavoro all'interno della carpintaria e nei prossimi mesi il suo compito sarà anche condividere le sue maggiori conoscenze soprattutto nel disegno tecnico e nei lavori di precisione con il resto dei ragazzi. Il saldo attuale in mano a Bernardo, prima del versamento della quota per i prossimi 6 mesi, e’ di 16.552 meticais, che basteranno per i salari dei ragazzi per il mese di gennaio, le tavole e il materiale per i 50 banchi in costruzione è stato in larga misura già comprato. Progetto “Alfaiataria Social Dozecestos” Qui trattasi di progetto nuovo, ma con gia’ 6 mesi di vita e’ oramai possibile farne un primo bilancio. Parlando con il responsabile del progetto in loco, Paulo Abel Lopes, ora anche responsabile di Casa Familia(data la recente scomparsa di Abel), si evince come il tentativo di insegnare una professione ai ragazzi come quella del sarto e di renderli vieppiu’ indipendenti, stia riuscendo, anche se con livelli di avanzamento differente. Oltre a Paulo, egli stesso sarto, che aiuta i ragazzi in quelle operazioni(come prendere le misure, o affrontare disegni differenti dai soliti) in cui ancora hanno qualche difficolta’, del progetto fanno parte Janette, Milagre e Helio. Il progetto era nato per dare una possibilita’ ai ragazzi di crearsi una professione. Essere sarto qua permette molto spesso di guadagnare abbastanza bene e non necessita dell’aiuto di molte persone o cose, molto tipica e’ la figura del sarto/a che sta al lato di una strada sotto una palma a fare il suo lavoro, se poi si ha fortuna e qualita’, si puo’ ambire ad avere una banca(piccolo negozietto a bordo della strada) propria dove lavorare e vendere i proprio manufatti. Dei 3 ragazzi, il piu’ meritevole e anche il piu’ dotato, secondo il giudizio di Paulo, e’ sicuramente Milagre, un ragazzo stakanovista per natura, che non si stanca mai e che proprio adora stare alla macchina. Helio e Janette sono un po’ piu’ altalenanti nella presenza e nel rendimento, e ad un livello di apprendimento anche, un po’ inferiore, ma dopo la fine delle feste, anche loro si sono rimessi a fare il loro lavoro. Il motivo fondamentale poi per cui era stato creato il progetto era di essere un appoggio alle donne in carrozzella, le quali, non nascondiamoci, e’ difficile rendere indipendenti, per lo meno in questo contesto, le cose che fanno si vendono poco. E’ pero’ indubitabilmente importante il valore del progetto nel farle sentire parte di qualcosa, non sono persone cui viene dato un sussidio a causa della loro deficienza, per non fare niente: sono signore che lavorano e che quindi ricevono un salario, a livello morale non e’ una differenza da poco. I ragazzi dell’alfaiataria, seguendo le disposizioni di Paulo, cercano di coinvolgerle, per fare quelle piccole cose tipo le asole dei bottoni, ecc... e anche per la vendita, siccome i ragazzi passano parte della giornata a scuola, quando loro non ci sono, le signore rimangono a vendere. Un obiettivo dovrebbe essere capire cosa si possa fare che abbia un mercato qua, e che possa coinvolgere le signore, i soliti sacchi per il pane, che fanno da anni, sono comprati quasi solo da stranieri in visita. Dimenticavo un altro servizio dei ragazzi della sartoria: rammendare i vestiti degli altri ragazzi di Casa Familia, prima c’erano tanti bimbi che andavano in giro con pantaloni o magliette lacerate, adesso sempre di piu’ si vedono dei rammendi, che non sara’ come avere una maglietta nuova, ma e’ sicuramente meglio di prima. Il fatto poi che siano i loro stessi fratelli a rammendarli i vestiti fa passare un messaggio di condivisione e di aiuto reciproco che e’ importante veicolare fin dalle generazioni piu’ giovani perche’ in futuro diventi per loro uno stile di vita acquisito. Come già anticipato all'inizio ai ragazzi, dopo i primi 6 mesi, loro 3 non avrebbero più ricevuto alcun salario, e avrebbero dovuto vivere del guadagno sui prodotti venduti: oggettivamente questo è un concetto complesso da far passare, ma che bisogna imporre, se no non li si renderà mai indipendenti. Magari un piccolo aiuto nell'acquisto di materiale, ogni 6 mesi, o nell'acquisto di energia per il locale dell'alfaiataria, non sarebbe per forza da deplorare, diciamo come incentivo, come premio in caso di buoni risultati.
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