Benvenuto nell'associazione dodiciceste

nonostante la crisi

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Nonostante la crisi

Siamo consapevoli che la crisi economica ci tocca realmente e ci preoccupa inducendoci a tagliare su molte spese a partire da quelle superflue.

Non possiamo però considerare quella per la solidarietà una spesa superflua. Tagliare su questa spesa rischierebbe di vanificare tutti i risultati positivi dei nostri progetti che avete fin qui sostenuto. 

La nostra Associazione si chiama "dodiciceste" e si ispira a quel miracolo della condivisione che ha permesso ai discepoli di Gesù, in crisi, con soli cinque pani e due pesci, di sfamare migliaia di persone e di avanzarne, appunto, addirittura dodici ceste.

Non lasciamoci vincere dalla paura di non farcela e non preoccupiamoci se possiamo dare molto o poco, perché tanti "poco" fanno molto e ci permettono di non spegnere la speranza che abbiamo riacceso in molti.

Vi ringraziamo fin d'ora per quanto farete a sostegno dei nostri progetti

 

le donazioni sono deducibili dalla dichiarazione dei redditi

puoi aiutarci:

con una donazione "una tantum";

adottando un nostro progetto con una quota mensile che decidi tu; 

facendo conoscere le nostre iniziative.

I versamenti possono essere fatti presso:

           
Cassa di Risparmio di Asti   IBAN:  IT 38 N 06085 10303 000000031172

 
Banca Popolare Etica          IBAN: IT 08 P 05018 01000 000000117833

 

c/c postale n° 92624113     IBAN:  IT76 G076 0110 3000 0009 2624 113     

                         
Con la causale: sostegno a dodiciceste


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Sabato 30 Maggio 2009 19:52
 
appello

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L'Associazione "dodiciceste" - ONLUS

aderisce alla campagna di mobilitazione per

fermare la produzione dei cacciabombardieri JSF - F35

 

In questi giorni il Governo italiano dopo aver chiesto ed ottenuto un parere al Parlamento in
poco tempo e senza praticamente dibattito sta procedendo alla continuazione della produzione
di 131 cacciabombardieri Joint Strike Fighters che impegneranno il nostro paese fino al 2026
con una spesa di quasi 16 miliardi di euro.
Si tratta di una decisione irresponsabile sia per la politica di riarmo che tale scelta rappresenta,
sia per le risorse che vengono destinante ad un programma sovradimensionato nei costi sia per
la sua incoerenza (si tratta di un aereo di attacco che può trasportare anche ordigni nucleari)
con le autentiche missioni di pace del nostro paese.
In un momento di grave crisi economica in cui non si riescono a trovare risorse per gli
ammortizzatori sociali per i disoccupati e vengono tagliati i finanziamenti pubblici alla scuola,
all’università e alle politiche sociali, destinare 16 miliardi di euro alla costruzione di 131
cacciabombardieri è una scelta sbagliata e incompatibile con la situazione sociale del paese.
Sbilanciamoci! e Rete Italiana per il Disarmo chiedono quindi al Governo di non procedere alla
prosecuzione del programma, destinando in alternativa una parte delle risorse già accantonate
a programmi di riconversione civile dell’industria bellica e agli interventi delle politiche
pubbliche di cooperazione internazionale, che la scorsa manovra finanziaria ha tagliato di
ben il 56%.
Con 16 miliardi di euro si possono inoltre fare molte altre cose in alternativa. Ad esempio si
possono contemporaneamente costruire 5000 nuovi asili nido, costruire 8 milioni di pannelli
solari, dare a tutti i collaboratori a progetto la stessa indennità di disoccupazione dei lavoratori
dipendenti, allargare la cassa integrazione a tutte le piccole imprese.
Il Governo, in questo spinto anche dal Parlamento, faccia una scelta di pace e di solidarietà;
blocchi la prosecuzione del programma destinando le risorse così liberate alla società,
all’ambiente, al lavoro, alla solidarietà internazionale.

Per adesioni: www.disarmo.org
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Giovedì 21 Maggio 2009 10:58
 
che cosa stiamo facendo in Africa

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Per maggiore conoscenza dei nostri sostenitori, vi presentiamo un riassunto dei progetti realizzati dalla nostra Associazione e di quelli in corso o completamente nuovi. Vi confessiamo che siamo noi stessi stupiti di quanto siamo riusciti a realizzare con pochi fondi disponibili, ma grazie all'aiuto di motli di voi che ci leggete e di diverse volontarie e volontari. Siamo anche soddisfattidi essere riusciti a mantenere molto bassi i costi di gestione dell'Associazion, costi che non superano il tre per cento del bilancio.
 
Vediamo ora quello che abbiamo realizzato in questi pochi anni e quello che stiamo facendo-

 

In Eritrea,  a Segheneyti

 
il primo Paese dal quale è stato richiesto un nostro intervento, siamo andati la prima volta per un compito tecnico - formativo rivolto alle donne vedove di guerra che dovevano riprendere il lavoro di tessitura a mano, una vera industria locale, haimè distrutta dalla guerra. Subentrati ad un'altra Associazione che aveva costruito i locali  della scuola di tessitura gestita dalle suore Cappuccine, abbiamo continuato l'oprea di formazione professionale. Poi ci siamo posti il problema di uno sbocco lavorativo autonomo per queste donne che però non avevavo nessuna possibilità economica di iniziare un'attività in proprio.
 
Abbiamo sostenuto economicamente la scuola e continuiamo a pagare lo stipendio a cinque maestre della stessa, poi abbiamo cominciato ad organizzare gruppi di donne in forma cooperativa donando loro la possibilità di iniziare. In sostanza, abbiamo comprato loro i telai, affittato il locali, arredati gli stessi, fornito materie prime e una borsa - lavoro per un periodo sufficiente. Poi, piano piano, abbiamo cominciato a ridurre il contributo per l'affitto e la borsa - lavoro. Oggi sono sedici le donne che hanno raggiunto la piena autonomia e non hanno più bisogno del nostro aiuto.
 
Le parole più belle che ci siamo sentiti dire da queste donne sono scritte in una toccante lettera dove ci ringraziano "perché avete creduto in noi". Tenete conto che il lavoro di ogni donna ha una ricaduta economica su almeno altri otto componenti della loro famiglia. Non sono diventate ricche, ma sono contente di poter lavorare con dignità e dare da mangiare ai loro figli e ai loro genitori anziani. I loro grandi sorrisi ci confermano un cambiamento radicale della loro situazione.
 
 

 nella foto il primo gruppo ormai "srorico" Marta e Maria

Attualmente i gruppi funzionanti sono tre, più una donna che abita lontano dal villaggio e lavora  casa sua.

Un altro gruppo di undici donne, denominato Giuditta, è in fase di formazione. Per loro abbiamo già affittato i locali che dispongono anche di una cucina e di un piccolo orto dove possono coltivare un po' di verdure.

 

Importante

in ogni gruppo è stata inserita anche una donna  non udente.

 

lavori utili
 
Due donne e un giovane uomo, con molti congiunti a carico ricevono dall'Associazione una borsa - lavoro; in cambio le due donne svolgno attività di assistenza domiciliare ad anziani soli e l'uomo svolge attività di manutentore presso le strutture scolastiche delle suore Cappuccine. Secondo i nostri principi, nulla deve essere dato come elemosina, ma come un compenso socialmente utile, anche quando è difficile che diventi un lavoro pienamente autonomo.
 
L'asino taxi
 
che in realtà è una mula, lavora ormai a pieno ritmo. E' stata un'idea studiata con la gente del villaggio per risolvere il problema di una famiglia numerosa, con il padre invalido, e allo stesso tempo offrire un servizio economico a molti anziani per il trasporto delle merci, per andare a trovare parenti lontani ecc.
Anche in questo caso, abbiamo comprato la mula, il carro che abbiamo modificato per adattarlo anche al trasporto di passeggeri, fornito da mangiare alla mula e alla famiglia per alcuni mesi e ora ne usufriamo anche noi quando ci rechiamo a Segheneyti, pagando il relativo biglietto, ovviamente. Da non trascurare che la mula non consuma petrolio, non inquina e fornisce letame per l'orto.
 
Emergenza siccità
 
Da due anni ormai non piove e i raccolti sono scarsissimi o quasi nulli. I primi a pagarne le conseguenze sono i più piccoli che rischiano con denutrizione e malnutrizione gravi conseguenze. Abbiamo così fatto un appello al quale hanno risposto con molta generosità molte amiche e amici, la Scuola media Gancia di Canelli, La scuola media di Villafranca, la Tavola Valdese e la fondazione Cassa di Risparmio di Asti. Oltre le nostre previsioni e modificando il progetto inizialmente minimale, dall'ottobre 2008 possiamo fornire ai cinquecento bambini dei due asili (quello delle suore e quello comunale) tre pasti proteici la settimana per almeno due anni, sperando che ritorni la pioggia e la normalità.  La gratitudine della gente e delle autoritàè indescrivibile.
 

OSPEDALE COMUNALE

Grazie alla collaborazione e ai finanziamenti della Fondazione "Dante Nano e Livia Sacchi" di Alessandria e della particolare sensibilità della Fam. Venturelli, abbiamo preso l'impegno di restaurare l'ospedale comunale di Segheneyti e di attrezzarlo in modo da renderlo più efficiente. Nel mese di aprile abbiamo portato le prime attrezzature medico - diagnostich. Un grazie particolare va alla ditta distributrice DOC Medica di Torino che ci ha fatto dei prezzi molto solidali e ci ha assistito con molta cura nelle pratiche.

il passo successivo sarà l'acquisto di una nuova ambulanza adeguata alle necessità del villaggio, dei villaggi vicini e delle strade locali;

poi si passerà alla ristrutturazione dei locali, a partire dai servizi igienici.

 

In Eritrea, ad Asmara

Ad Asmara prosegue il lavoro di sostegno e di formazione presso la scuola - laboratoriio presso la chiesa evangelica luterana dove sono attive quattro maestre e undici allieve. Presto andremo a costituire anche qui la prima cooperativa seguendo i gli stessi criteri seguiti a Segheneyti.

e a Keren

dove la chiesa evangelica gestisce da oltre cinquanta anni una scuola per non udenti, abbiamo in programma per l'autunno di dare avvio ad una scuola di tessitura per le ragazze e i ragazzi che la frequentano. Il progetto prevede anche la costituzione di una cooperativa di tessitura tradizionale, taglio e cucito, filatura del cotone, seguendo il principio di un'economia sostenibile e non dipendente da condizionamenti esteri.

Il Direttore della scuola ci ha fatto presente che,disponendo di un grande orto, desidererebbero avere una o due mucche per poter disporre di latte fresco per le oltre novanta ragazze e ragazzi ospiti. La municipalità di Keren si è anche resa disponibile ad assisterli in un eventuale impianto di biogas prodotto dal letame prodotto dalle mucche. Chissà se qualche organizzazione di allevatori delle nostre zone li vorrà aiutare in questa iniziativa?

 

In Mozambico, a Quelimane

Presso la Casa Famiglia gestita dai frati Cappuccini, abbiamo costruito e gestiamo una

piccola scuola di falegnameria

che prepara i giovani ospiti ad intrapprendere la professione di falegnami in proprio con una formazione di due anni. Per ora i ragazzi interessati sono undici. A loro diamo una piccola borsa - lavoro dalla quale il nostro referente in loco trattiene una piccola percentuale che servirà al termine del loro percorso di comprarsi un minimo di attrezzature per iniziare. 

Oggi già due ragazzi lavorano in proprio.
 

 

I banchi della scuola pubblica del Barrio Manhaua

 
La nostra piccola falegnameria, anche grazie al contributo della Fondazione Dante Nano e Livia Sacchi e di alcuni amici e amiche, sta costruendo i banchi della scuola del quartiere più povero della città. Fino ad ora gli allievi si portavano da casa un piccolo sgabello e scrivevano poggiando i quaderni sulle ginocchia, mentre gli insegnanti disponevano solo di una sedia.
 
 

Donne invalide

Prosegue il nostro sostegno ad una decina di donne costrette sulla carrozzella a causa delle mine, alle quali abbiamo affiancato due donne che riescono a cucire con la macchina a pedali col progetto di costituire una cooperativa di sarte in modo da rendere più dignitoso e gratificante il loro lavoro.

 
 
 
 
 

Grazie per il vostro sostegno

 
 
 

 

 

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Domenica 26 Aprile 2009 16:04
 
anche con il 5 per mille

Pagina vista : 103


Anche con il "cinque per mille" ci puoi aiutare ad aiutare

E' tempo di dichiarazione dei redditi e per questo ci rivolgiamo a voi, ai soci, ai nostri amici e sostenitori, perché ci diano una mano anche apponendo la firma nella casella del "cinque per mille".

Insieme alle vostre donazioni, adozioni a distanza ecc., potremo rispondere alle nuove richieste che ci vengono dai paesi in cui operiamo, come il progetto per una scuola professionale per circa 95 tra ragazzi e ragazze sordo-muti a Keren in Eritrea, o per una sartoria per donne invalide a Quelimane, in Mozambico. Oltre a potenziare i progetti che già sosteniamo, come quelli in favore delle tessitrici eritree, o la piccola scuola di falegnameria in Mozambico.

Siamo certi della vostra sensibilità, per questo vi ringraziamo fin d'ora e vi chiediamo di diffondere il n. del codice fiscale della nostra associazione che è il seguente:

 92047560054


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Mercoledì 22 Aprile 2009 11:49
 
Appello

Pagina vista : 175


Una bambina eritrea di 12 anni necessita di un delicato intervento chirurgico al ginocchio. Essendo la nostra Associazione impegnata in Eritrea con alcuni progetti di solidarietà, la mamma si è rivolta a noi per chiedere che la bambina venga operata nel nostro Paese. Per questo ci siamo già attivati presso l’Ospedale Civile di Asti trasmettendo tutte le informazioni in nostro possesso. La bambina sarà accompagnata dalla mamma che ha già ottenuto tutti i permessi necessari.

Abbiamo però bisogno di aiuto per pagare loro il biglietto aereo di andata e ritorno e cerchiamo una famiglia residente in città disposta ad ospitarle. Sia la bambina che la madre non parlano la nostra lingua e conoscono solo un po’ di inglese. Da parte nostra assicuriamo tutto l’appoggio necessario per gli aspetti burocratici.

Per ulteriori informazioni e auspicabili adesioni potete rivolgervi alla nostra Associazione telefonando al n. 0141 294836 chiedendo di Bruno o di Marilena.

Grazie

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Sabato 14 Marzo 2009 11:45
 
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