Benvenuto nell'associazione dodiciceste

ci siamo quasi
Sabato 06 Febbraio 2010 20:13

Ci siamo quasi.


Grazie al sostanzioso contributo della Fondazione “Dante Nano e Livia Sacchi” di Alessandria e di molte amiche e amici, oltre al lavoro dei ragazzi della nostra piccola scuola di falegnameria di Quelimane, la scuola primaria del Barrio Magnawua, uno dei più poveri quartieri della città sarà dotata di tutti i banchi necessari. La consegna dei quattrocento banchi e delle sedici cattedre sta per essere ultimato.


Tremiladuecento bambini, divisi in tre turni, non saranno più costretti a portarsi uno sgabellino da casa e scrivere poggiando il quaderno sulle ginocchia. Gli insegnanti non avranno più a disposizione solo una sedia, ma potranno usufruire di una vera cattedra.


I bambini non rischieranno più di crescere con la schiena storta, ma non solo: la nostra iniziativa a stimolato il Governo locale che ha cominciato a costruire le prime aule in muratura che non saranno più inondate nel periodo delle piogge.

 

 

Siamo semplicemente contenti.



Ora dobbiamo pensare seriamente alla cooperativa

delle ragazze e dei ragazzi sordomuti di Keren


Nella piccola cittadina di Keren, a Nord di Asmara, dove un tempo erano le concessioni di frutta esotica delle colonie italiane, esiste l'unica scuola per non-udenti di tutta l'Eritrea.

Aperta oltre cinquanta anni fa dalla Chiesa Evangelica Luterana, con l'aiuto delle chiese del nord-Europa e oggi è frequentata da 90 tra ragazzi e ragazze, circa 300 sono in lista d'attesa,


L'insegnamento della lingua dei segni è ottimo, grazie a metodi sperimentati nelle migliori scuole europee, ma al termine del loro percorso si pone il grave problema dell’inserimento lavorativo senza il quale i ragazzi finiscono emarginati.

 

Il direttore della scuola, dopo attente valutazioni, e dopo aver visitato la scuola di tessitura delle suore Cappuccine di Segheneiti, ha presentato alla nostra Associazione un progetto di costituzione di una cooperativa artigianale: essa potrebbe dare lavoro a circa 40 ragazzi diplomati nella scuola di Keren.

La cooperativa utilizzerà quattro insegnanti di tessitura sorde che hanno avuto la loro formazione scolastica proprio a Keren e poi in seguito la formazione professionale a Segheneiti; a loro sarà affiancata una coordinatrice.

Per realizzare questo progetto sarà necessario garantire il compenso a queste cinque figure professionali e una piccola borsa lavoro ai ragazzi per accompagnarli alla completa autonomia. Sono anche necessari gli strumenti di lavoro, (telai, macchine da cucire e attrezzature varie) e le materie prime (cotone locale e lana, tessuti da confezione, perline per bigiotteria, ecc.)

Abbiamo avuto garanzie che i prodotti eseguiti saranno commercializzati senza difficoltà, sia in Eritrea che all’estero.

Accanto a questo progetto abbiamo anche pensato, insieme agli insegnanti di Keren, di avviare una “scuola all'autonomia alimentare” procurando loro due mucche da latte, e garantendo la costruzione di una stalla e l'approvvigionamento iniziale

 

 
Grazie per il vostro sostegno

 

 

 
Missione di Adi in Mozambico
Martedì 02 Febbraio 2010 10:23

“Quelimane!

 Progetto Carpintaria

I ragazzi della carpenteria si stanno occupando della costruzione dei banchi e delle cattedre per la scuola comunitaria di Manhaua, che fra l'altro, dato il boom delle iscrizioni ed i buoni risultati raggiunti, ma soprattutto l'importanza, anche a livello sociale all'interno del bairro(quartiere) omonimo, ha ricevuto una sovvenzione per costruire nuove aule, dove già è stato consegnato in novembre un carico di banchi(51 banchi e 3 cattedre).

Con quest'ultima consegna, i banchi già offerti alla scuola sono allo stato attuale 216, cui vanno aggiungersi 6 cattedre, più altri 50 banchi che sono attualmente in lavorazione, per un totale di 266, mancano quindi 134, per raggiungere il totale di 400 da consegnare secondo l'impegno preso.

Il laboratorio di carpenteria svolge le sue attività all'interno della scuola Artes e Oficios di Quelimane, cui è legato da un rapporto di partenariato.

A disposizione dei ragazzi abbiamo 3 locali: il primo, è la sede vera e propria della carpintarìa Dozecestos, dove viene svolta la maggior parte delle attività di costruzione dei banchi, e dove è stata recentemente riabilitata una macchina che ha reso molto più rapido fare gli incastri, lavoro che precedentemente veniva eseguito tutto con scalpello e martello.

Il secondo è una veranda coperta, dove i ragazzi eseguono l'ultima parte della lavorazione( incollare e verniciare, ecc..) e che serve anche per stoccare i banchi già ultimati ed in attesa di venir caricati.

Ultimo locale è quello proprio della scuola Artes e Oficios, che ha un proprio laboratorio di carpintaria, dove ci sono i macchinari più ingombranti, e che vengono utilizzati anche dai ragazzi della carpintaria Dozecestos durante la prima fase della lavorazione, per tagliare le tavole nelle varie misure necessarie.

I membri attualmente all'interno del gruppo della Carpintaria sono 8:

Bernardo, il responsabile del progetto in loco;

Bendito, Zito, Acacio, Sabado, Chico, ragazzi che già sono all'interno della carpintaria da più di un anno;

Antonio Tomàs e Moises Bigale, gli ultimi due arrivati:

Antonio, è uno dei ragazzi della Casa Familia, inizierà quest'anno l' 8a classe, il primo anno di elettricista nella scuola Artes e Oficio, ha sempre dimostrato un'ottima manualità anche prima della sua entrata nel gruppo carpintaria(in settembre), tanto che durante la costruzione degli armadi in Casa Familia era lui ad affiancare il falegname contrattato. Bernardo, durante il nostro incontro, mi ha confermato che in poco tempo Antonio ha imparato a fare tutte le cose che fanno gli altri, lavorando anche qualche sabato per mettersi in pari, e che non ha mai creato problemi di alcun tipo.

Moises, è un ragazzo uscito dal 3° anno di Carpintaria nella scuola Artes e Oficio e che ha consluso brillantemente, selezionato direttamente da Bernardo, ha subito messo le sue qualità a servizio del collettivo, e attualmente è quello che si occupa della costruzione delle cattedre, grazie anche alla sua maggiore preparazione e precisione. Moises è ormai al terzo mese di lavoro all'interno della carpintaria e nei prossimi mesi il suo compito sarà anche condividere le sue maggiori conoscenze soprattutto nel disegno tecnico e nei lavori di precisione con il resto dei ragazzi.

Il saldo attuale in mano a Bernardo, prima del versamento della quota per i prossimi 6 mesi, e’ di 16.552 meticais, che basteranno per i salari dei ragazzi per il mese di gennaio, le tavole e il materiale per i 50 banchi in costruzione è stato in larga misura già comprato.

 

Progetto “Alfaiataria Social Dozecestos”

Qui trattasi di progetto nuovo, ma con gia’ 6 mesi di vita e’ oramai possibile farne un primo bilancio.

Parlando con il responsabile del progetto in loco, Paulo Abel Lopes, ora anche responsabile di Casa Familia(data la recente scomparsa di Abel), si evince come il tentativo di insegnare una professione ai ragazzi come quella del sarto e di renderli vieppiu’ indipendenti, stia riuscendo, anche se con livelli di avanzamento differente.

Oltre a Paulo, egli stesso sarto, che aiuta i ragazzi in quelle operazioni(come prendere le misure, o affrontare disegni differenti dai soliti) in cui ancora hanno qualche difficolta’, del progetto fanno parte Janette, Milagre e Helio.

Il progetto era nato per dare una possibilita’ ai ragazzi di crearsi una professione. Essere sarto qua permette molto spesso di guadagnare abbastanza bene e non necessita dell’aiuto di molte persone o cose, molto tipica e’ la figura del sarto/a che sta al lato di una strada sotto una palma a fare il suo lavoro, se poi si ha fortuna e qualita’, si puo’ ambire ad avere una banca(piccolo negozietto a bordo della strada) propria dove lavorare e vendere i proprio manufatti.

Dei 3 ragazzi, il piu’ meritevole e anche il piu’ dotato, secondo il giudizio di Paulo, e’ sicuramente Milagre, un ragazzo stakanovista per natura, che non si stanca mai e che proprio adora stare alla macchina. Helio e Janette sono un po’ piu’ altalenanti nella presenza e nel rendimento, e ad un livello di apprendimento anche, un po’ inferiore, ma dopo la fine delle feste, anche loro si sono rimessi a fare il loro lavoro.

Il motivo fondamentale poi per cui era stato creato il progetto era di essere un appoggio alle donne in carrozzella, le quali, non nascondiamoci, e’ difficile rendere indipendenti, per lo meno in questo contesto, le cose che fanno si vendono poco. E’ pero’ indubitabilmente importante il valore del progetto nel farle sentire parte di qualcosa, non sono persone cui viene dato un sussidio a causa della loro deficienza, per non fare niente: sono signore che lavorano e che quindi ricevono un salario, a livello morale non e’ una differenza da poco. I ragazzi dell’alfaiataria, seguendo le disposizioni di Paulo, cercano di coinvolgerle, per fare quelle piccole cose tipo le asole dei bottoni, ecc... e anche per la vendita, siccome i ragazzi passano parte della giornata a scuola, quando loro non ci sono, le signore rimangono a vendere.

Un obiettivo dovrebbe essere capire cosa si possa fare che abbia un mercato qua, e che possa coinvolgere le signore, i soliti sacchi per il pane, che fanno da anni, sono comprati quasi solo da stranieri in visita.

Dimenticavo un altro servizio dei ragazzi della sartoria: rammendare i vestiti degli altri ragazzi di Casa Familia, prima c’erano tanti bimbi che andavano in giro con pantaloni o magliette lacerate, adesso sempre di piu’ si vedono dei rammendi, che non sara’ come avere una maglietta nuova, ma e’ sicuramente meglio di prima. Il fatto poi che siano i loro stessi fratelli a rammendarli i vestiti fa passare un messaggio di condivisione e di aiuto reciproco che e’ importante veicolare fin dalle generazioni piu’ giovani perche’ in futuro diventi per loro uno stile di vita acquisito.

Come già anticipato all'inizio ai ragazzi, dopo i primi 6 mesi, loro 3 non avrebbero più ricevuto alcun salario, e avrebbero dovuto vivere del guadagno sui prodotti venduti: oggettivamente questo è un concetto complesso da far passare, ma che bisogna imporre, se no non li si renderà mai indipendenti. Magari un piccolo aiuto nell'acquisto di materiale, ogni 6 mesi, o nell'acquisto di energia per il locale dell'alfaiataria, non sarebbe per forza da deplorare, diciamo come incentivo, come premio in caso di buoni risultati.



 



 
Scomparse

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COMUNICATO STAMPA

SCOMPARSE DAL CARDINAL MASSAIA 2 DONNE DI ORIGINE ERITREA

Due donne di nazionalità eritrea MEAZA HAILEAB TESFASLASE di 49 anni e la figlia SEMARIA BINIAM SBAHTU di 12 anni

Martedì 26 gennaio tra le 12 e le 14 sono scomparse in circostanze misteriose dalla camera dell’ospedale dove la bambina era ricoverata.

Le due donne sono arrivate in Italia il 13 gennaio scorso grazie all’appoggio dell’associazione DODICICESTE che opera da anni in Eritrea, per curare la bambina affetta da dolore alla gamba destra in seguito a un trauma. Ricoverata in pediatria, erano in corso accertamenti per verificare l’entità della lesione e verificare le possibilità di cura e guarigione.

Nel pomeriggio di martedì l’infermiera del reparto pediatria si è recata nella camera per portare la bambina a una visita e ha trovato la camera vuota. L’attesa del ritorno delle due donne è stata vana e dopo qualche ora è stata effettuata la segnalazione di scomparsa alla questura. Gli effetti personali sono rimasti in ospedale inclusi i cappotti e le scarpe. Non si sa se le due donne si siano allontanate dall’ospedale volontariamente.

La Onlus DODICICESTE, preoccupata per la sorte di mamma e bambina, chiedono di diffondere le loro foto e segnalare ogni possibile informazione utile al loro ritrovamento alla redazione della trasmissione televisiva “chi l'ha visto”

tel: 06 8262



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Sabato 30 Gennaio 2010 09:26
 
Solidarietà con il popolo di Haiti

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Esprimiamo tutta la nostra solidarietà con la popolazione di Haiti per la tragedia che sta vivendo in seguito al terribile terremoto e invitiamo le nostre amiche e i nostri amici a a partecipare, nella forma che riterranno opportuna, ad aiutare quelle nostre sorelle e quei nostri fratelli così duramente colpiti.

La nostra Associazione ha aderito all'appello di “Medici senza frontiere” con un contributo di duecento euro


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Venerdì 15 Gennaio 2010 11:04
 
Relazione sulla missione in Eritrea - dicembre 2009
Sabato 09 Gennaio 2010 16:32

missione novembre – dicembre 2009

relazione


Obiettivi della missione:

  • verifica del funzionamento dei gruppi di donne tessitrici a Segheneiti,

  • consegna dell'ambulanza all'ospedale pubblico di Segheneiti,

  • sviluppo del progetto “fili di speranza e trame di pace” ad Asmara”

  • avvio del progetto “scuola di tessitura e cooperativa ragazzi sordomuti” a Keren.

Questa missione invernale è stata segnata da difficoltà, frustrazioni, ma anche da soddisfazioni.

Sono giunto ad Asmara con un volo della Egipair la mattina del 25 novembre 2009 alle ore 04. Espletate le formalità di frontiera, sono stato accompagnato dal nostro referente in albergo. A causa di festività religiose nazionali (musulmane e cristiane) solo lunedì 30 ho potuto recarmi all'Ufficio del turismo per ottenere i permessi necessari a recarmi nei villaggi dove è consentito. Ho avuto così tempo per curarmi l'influenza contratta probabilmente in qualche aeroporto.

Questo tempo è stato comunque utile per incontrare in albergo il nostro referente ad Asmara, alcuni membri del Comitato per la Diaconia della Chiesa Evangelica e sr. Lettebraham, nostra referente a Segheneiti. Insieme abbiamo cercato di fare il programma della nostra missione.

Prime difficoltà

  • forte limitazione dei permessi per recarsi ai villaggi,

  • l'ambulanza non è arrivata,

  • i telai per Keren ordinati in Germania non sono arrivati.

Segheneiti

Preso atto che l'ambulanza non era ancora arrivata e in attesa che arrivassero i telai dalla Germania, decisi di recarmi a Segheneiti per verificare l'andamento dei gruppi di lavoro delle tessitrici. All'Ufficio per il turismo ebbi però la spiacevole notizia che una nuova normativa, entrata in vigore proprio in quei giorni, limitava i permessi a soli tre giorni e per una sola destinazione, poi bisognava tornare ad Asmara per richiedere un altro permesso per un'altra eventuale destinazione.

Sono stato una prima volta a Segheneiti per due giorni. Dopo mie insistenze sono poi riuscito a strappare un altro permesso di sette giorni. Ho potuto così visitare i quattro gruppi già formati che hanno già raggiunto la piena autonomia e constatare con soddisfazione che lavorano molto e vendono i loro prodotti sul mercato locale. I tre gruppi, ormai storici, “Marta e Maria”, “Gabriela”, “Nuova Speranza” non richiedono più nessun aiuto economico, mentre al gruppo di più recente costituzione “Giuditta” pagheremo ancora per un po' di tempo l'affitto dei locali.

Aggiungendo le due che lavorano presso la propria abitazione, le donne coinvolte in questo progetto di autonomia economica sono trentadue. Considerando che sono le sole fonti di reddito della loro famiglia, composta spesso dai loro genitori anziani, dai figli e dalle figlie e anche da qualche sorella, possiamo quantificare in circa trecento le persone che traggono beneficio dal loro lavoro. Il “cambiamento” lo si legge nell'espressione dei loro occhi, nei loro sorrisi, nella serenità che solo chi ha riacquistato dignità attraverso il lavoro sa esprimere. Un altro gruppo di allieve della scuola di tessitura delle suore cappuccine ha chiesto di costituirsi.

Quattro delle cinque donne (le più anziane della scuola) che ricevevano da noi una borsa lavoro, hanno chiesto di trasformare la stessa prevista per il 2010 in attrezzature e lavoreranno autonomamente a casa propria. La quinta, continuerà a ricevere il nostro contributo, ma le è stato donato un telaio con il quale insegnerà il mestiere alle sue sorelle che sono vedove, hanno dei figli e non hanno reddito.

Non indifferente il fatto che in ogni gruppo sia stata inserita una giovane sordomuta senza problemi di integrazione ed evitando in questo modo soluzioni ghettizzanti.

Verso la formazione di una vera grande cooperativa

Il responsabile di un'Associazione locale ci ha promesso di seguire i gruppi di tessitrici aiutandole a considerare l'opportunità di costituirsi in Associazione, acquisire un vero e proprio marchio “Le tessitrici di Segheneiti” e organizzarsi in una vera e propria cooperativa in modo da trarne vantaggio per l'acquisto delle materie prime, la ricerca di nuove produzioni e la commercializzazione.

L'”asino - taxi”

Anche la famiglia che ha usufruito del progetto “Asino – taxi” lavora e vive dignitosamente, e sono altre dieci persone. Tutti i loro bambini frequentano regolarmente le scuole dell'obbligo e non si segnalano tra di loro abbandoni.

Un negozio per il partigiano invalido

La scorsa volta avevo conosciuto un ex combattente a cui era stato amputato il braccio sinistro e che lamentava dolori al fianco per una scheggia. Il dott. Claudio Nuti, dopo aver visto le lastre e averlo visitato, lo aveva rassicurato sulla non pericolosità di questo corpo estraneo. Rimaniamo ancora in attesa della possibilità di un intervento che lo liberi definitivamente.

Intanto, per poter vivere anche senza la frustrazione di restare inoperoso tutto il giorno, ha preso una licenza per un piccolo commercio, attività che svolge andando a vendere di casa in casa. Si è rivolto a noi per un prestito con il quale avrebbe comprato le prime merci da rivendere. Ne ho parlato con la nostra referente e abbiamo valutato la possibilità di dotarlo di una struttura commerciale fissa per evitargli tutti gli aspetti negativi di una vendita porta a porta.

Dopo averne parlato con lui, si è convenuto di acquistargli un piccolo container trasformato e arredato, come di solito vengono usati in Africa per questo tipo di attività. Una moglie, due figli, probabilmente dei genitori anziani, e un'altra dignità restituita.

Emergenza siccità

Il contributo ai due asili, quello delle suore e quello comunale, ha permesso di sopperire alla scarsità di cibo dovuta ad una persistente siccità. Per oltre un anno cinquecento bambini hanno ricevuto e ancora ricevono tre pasti proteici la settimana e nessuno interrotto la frequenza.

Grazie all'impianto idrico da noi finanziato, gran parte del terreno adiacente l'orfanotrofio comunale continua ad essere adibito ad orto e a fornire gran parte della verdura consumata dai ragazzi e dalle ragazze ospiti.

L'ambulanza

Speravo di poterla consegnare prima di rientrare in Italia, ma non è stato possibile. La Toyota giapponese non l'aveva ancora preparata, deve poi giungere a Gedda, in Arabia Saudita e di lì essere trasportata a Masaua dove si spera di sdoganarla entro il mese di febbraio 2010 e portarla finalmente a Segheneiti.

Asmara

La scuola di tessitura, che ha la sua sede presso la Chiesa Evangelica Luterana, avrebbe dovuto con il nuovo anno avere uno sviluppo nella costituzione di una cooperativa, ma il cambiamento della direttora e la qualità dei prodotti non ancora ottimale hanno convinto noi e il Comitato locale a insistere ancora sulla formazione. A tale scopo saranno inviate due maestre a Segheneiti, presso la scuola delle cappuccine, per un periodo congruo a migliorare la tecnica.

Durante la mia permanenza abbiamo perfezionato il progetto collegandolo strettamente con quello di Keren da dove possono fornire il cotone filato a mano essendo quella una zona di produzione dello stesso.

Parte dei telai che non sono arrivati erano destinati a questo gruppo.

I telai non sono arrivati

I telai e le altre attrezzature, ordinate oltre un mese prima ad una ditta tedesca di cui siamo clienti da diversi anni, pagati in anticipo, non sono arrivati nel tempo previsto e necessario per il loro montaggio e per insegnare ad usarli. Quando sono arrivati avevo solo il tempo di sdoganarli e di portare a Keren quelli destinati alla scuola dei sordomuti.

Con i ragazzi e le ragazze della scuola abbiamo cominciato a montarli ed abbiamo avuto l'amara sorpresa della mancanza di alcuni pezzi, gli stessi per ogni telaio, indispensabili al loro funzionamento.

Il danno materiale, ma anche morale, dovuta a gravi mancanze da parte della ditta fornitrice è stato grande. Ora abbiamo richiesto i pezzi mancanti e speriamo anche in un risarcimento.

Keren

Nuovamente solo tre giorni di permesso. Con il nostro referente di Asmara ci siamo recati alla Scuola per i sordomuti, ma prima ci siamo fermati ad Alibmentel a salutare sr. Tzegà delle comboniane che in questo villaggio dirige un laboratorio di tessitura. Le abbiamo consegnato un filatoio a pedali come le avevamo promesso.

Alla scuola di Keren, nonostante la spiacevole sorpresa dei pezzi mancanti dei telai, ne abbiamo montato uno insieme ai ragazzi; il nostro referente si occuperà di montare gli altri quando saranno giunti i pezzi.

Intanto, nonostante una disponibilità di denaro limitata, abbiamo dato avvio al progetto della scuola di tessitura e contribuito al progetto di formazione agricola con l'acquisto di una mucca che fornirà latte per i ragazzi.

Le borse lavoro

Facendo e controllando i conti ogni giorno, spesso di notte, mi sono preoccupato di garantire le borse lavoro per tutto il 2010 in tutte tre le zone in cui operiamo. In questo modo siamo sicuri di non lasciare senza alcun reddito le persone che ancora dipendono dal nostro aiuto e abbiamo la possibilità di impegnarci maggiormente a fornire attrezzature e materie prime per i nuovi gruppi in formazione e per i nuovi progetti.

Asti, 27 dicembre 2009

Bruno Giaccone



 
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